Scuola in Italia

ASACOM o insegnante di sostegno? Chi fa cosa a scuola

By Luigina Mortari , on 31 Luglio 2026 ร  21:11 , updated on 31 Luglio 2026 - 4 minutes to read
ASACOM e insegnante di sostegno collaborano con uno studente in classe

La differenza tra ASACOM e insegnante di sostegno non si riduce a โ€œuno aiuta e lโ€™altro insegnaโ€. A scuola le due figure possono lavorare accanto allo stesso alunno, partecipare agli stessi momenti e perseguire obiettivi collegati, ma hanno responsabilitร  diverse. Capirle evita due errori frequenti: chiedere allโ€™ASACOM di sostituire il docente oppure lasciare tutta lโ€™autonomia e la comunicazione al solo insegnante di sostegno.

Il sostegno รจ una funzione docente e riguarda tutta la classe

Lโ€™insegnante di sostegno รจ un docente specializzato, assegnato alla classe per favorire lโ€™inclusione dellโ€™alunno con disabilitร . Non รจ lโ€™insegnante privato di un singolo studente. Partecipa alla programmazione didattica, collabora con gli altri docenti, contribuisce alle verifiche e alla valutazione secondo le regole previste per lโ€™ordine di scuola. La legge 104/1992, allโ€™articolo 13, attribuisce ai docenti di sostegno la contitolaritร  delle classi in cui operano.

Questo punto cambia molto la lettura delle situazioni quotidiane. Se occorre adattare unโ€™attivitร , scegliere una modalitร  di verifica, collegare un obiettivo al curricolo o valutare un apprendimento, la responsabilitร  resta docente e collegiale. Lโ€™insegnante di sostegno puรฒ predisporre materiali e strategie, ma non lavora fuori dal consiglio di classe o dal team. Anche i docenti curricolari restano responsabili dellโ€™alunno: delegare tutto al sostegno รจ unโ€™organizzazione sbagliata, non una divisione naturale dei compiti.

Lo stesso vale al contrario. Il sostegno non deve trasformarsi in sorveglianza continua, accompagnamento automatico fuori dallโ€™aula o gestione separata dellโ€™alunno. Nel nostro approfondimento su cosa non deve fare lโ€™insegnante di sostegno spieghiamo perchรฉ la presenza del docente ha senso quando rende accessibile la vita della classe, non quando crea una seconda scuola parallela.

Lโ€™ASACOM lavora su autonomia, comunicazione e partecipazione

ASACOM รจ lโ€™acronimo comunemente usato per lโ€™assistente allโ€™autonomia e alla comunicazione. รˆ una figura educativa prevista per sostenere bisogni legati, appunto, allโ€™autonomia personale e alla comunicazione. Il servizio viene assicurato dagli enti territoriali secondo competenze e organizzazioni locali; per questo denominazione, requisiti professionali, modalitร  di assegnazione e orario possono cambiare da un territorio allโ€™altro. Il quadro nazionale รจ richiamato sia dalla legge 104 sia dal decreto legislativo 66/2017 sullโ€™inclusione scolastica.

In concreto, lโ€™ASACOM puรฒ facilitare lโ€™uso di modalitร  comunicative, sostenere lโ€™orientamento negli spazi e nei tempi, accompagnare lo sviluppo di autonomie e rendere piรน praticabile la partecipazione alle attivitร  con compagni e adulti. Non assegna voti, non decide la programmazione didattica e non sostituisce un docente assente. Il suo intervento, perรฒ, non รจ un servizio accessorio da collocare ai margini: deve essere coerente con gli obiettivi del PEI e coordinato con il lavoro educativo e didattico della scuola.

Nemmeno โ€œassistenzaโ€ significa fare ogni cosa al posto dello studente. Se lโ€™obiettivo รจ aumentare lโ€™autonomia, il supporto va calibrato: puรฒ essere piรน intenso in una fase e ridursi quando una strategia diventa stabile. Vanno inoltre distinti i compiti educativi dallโ€™assistenza di base, che coinvolge il personale scolastico secondo responsabilitร  e formazione specifiche. Usare unโ€™unica etichetta per qualunque bisogno produce facilmente attese sbagliate.

Quando i ruoli si toccano, il PEI deve rendere chiaro il confine

Le sovrapposizioni vere emergono durante le attivitร : una strategia di comunicazione serve anche per apprendere; uno spostamento autonomo permette di partecipare al laboratorio; la gestione dei tempi incide sul lavoro in classe. Qui non serve tracciare una frontiera rigida, ma chiarire chi decide lโ€™obiettivo, chi prepara lโ€™attivitร , chi offre il supporto operativo e come si misura il progresso. Il riferimento รจ il PEI, discusso nel GLO con scuola, famiglia, figure professionali e servizi coinvolti.

Un esempio aiuta. Se lo studente usa uno strumento di comunicazione, i docenti definiscono gli obiettivi didattici e le occasioni in cui usarlo; lโ€™ASACOM puรฒ facilitarne lโ€™impiego concreto e la generalizzazione nei diversi momenti della giornata. Se una verifica deve essere adattata, la decisione spetta ai docenti. Se invece occorre costruire una routine per entrare in aula, organizzare il materiale o comunicare una scelta, lโ€™intervento dellโ€™ASACOM puรฒ essere centrale, sempre dentro il progetto condiviso.

La domanda utile da portare al GLO non รจ quindi โ€œa chi appartiene lโ€™alunno?โ€, ma โ€œquale obiettivo stiamo perseguendo e quale contributo รจ previsto per ciascuna figura?โ€. Prima dellโ€™incontro conviene rileggere la sezione del PEI dedicata agli interventi e alle risorse: la nostra guida su cosa controllare nel PEI prima del GLO offre un metodo valido anche per individuare formule vaghe. Se attivitร , tempi e responsabilitร  non sono comprensibili, chiedere che vengano precisati รจ piรน utile che affidarsi a un confine professionale solo presunto.

Luigina Mortari รจ pedagogista e professoressa universitaria italiana, nata nel 1956. Su Scuole Cantu 2 il suo profilo editoriale raccoglie contenuti dedicati a pedagogia, vita scolastica, orientamento, inclusione e rapporto scuola-famiglia, con attenzione alle esigenze di studenti, genitori e insegnanti.
Luigina Mortari
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