Scuola in Italia

Compiti delle vacanze: quando sono obbligatori e come discuterne con la scuola

By Luigina Mortari , on 5 Luglio 2026 ร  23:34 - 4 minutes to read
Compiti delle vacanze estive su un tavolo italiano

Ogni giugno, tra l’ultimo giorno di scuola e il primo tuffo al mare, nelle case italiane parte lo stesso rituale: aprire il diario, contare le pagine, e chiedersi se i compiti delle vacanze sono obbligatori oppure no. รˆ una domanda che mette in tensione genitori, studenti e insegnanti, e che quasi sempre arriva nel momento sbagliato, quando l’anno scolastico รจ giร  chiuso e i docenti non sono piรน raggiungibili. La risposta, come spesso accade a scuola, non sta in un sรฌ o in un no: sta nel capire cosa prevede davvero l’autonomia scolastica e come si puรฒ parlarne senza trasformare l’estate in un conflitto.

La regola che molti genitori non conoscono

Non esiste una legge nazionale che renda i compiti delle vacanze obbligatori. La decisione spetta a ogni istituto, nel quadro dell’autonomia scolastica prevista dal DPR 275/1999. In pratica, ogni scuola puรฒ decidere se, quanto e come assegnare il lavoro estivo, e i docenti lo inseriscono nella loro programmazione didattica. Per questo la domanda ยซi compiti delle vacanze sono obbligatori?ยป non ha una risposta unica: dipende da ciรฒ che il consiglio di classe ha deliberato e da ciรฒ che รจ stato comunicato alle famiglie all’inizio dell’anno o durante l’ultimo scrutinio.

Detto in modo piรน concreto: se un insegnante assegna esercizi o letture come parte del percorso didattico, e queste attivitร  sono state deliberate dal consiglio di classe, lo studente รจ tenuto a svolgerle. Non si tratta di un capriccio del docente, ma di un’estensione del lavoro scolastico che ha una logica didattica: evitare la perdita di competenze durante la pausa lunga e preparare il rientro in modo graduale.

Questo non significa che ogni compito vada eseguito alla lettera, senza margine di buon senso. Molti docenti distinguono tra attivitร  obbligatorie (esercizi mirati, letture assegnate) e attivitร  consigliate o facoltative (letture libere, approfondimenti, esercizi extra). Il problema nasce quando questa distinzione non รจ chiara, o quando il carico complessivo, sommando tutte le materie, diventa ingestibile.

Quando ha senso parlare con la scuola

Il dialogo con i docenti รจ lo strumento piรน utile e anche il meno usato. Molte famiglie vivono i compiti estivi come una guerra silenziosa: da un lato i ragazzi che procrastinano, dall’altro i genitori che spingono, con agosto che si avvicina e il malumore che cresce. Parlare con la scuola prima che la situazione esploda รจ quasi sempre la mossa giusta.

Ci sono situazioni in cui รจ ragionevole chiedere un confronto: se il carico di lavoro รจ oggettivamente sproporzionato rispetto al tempo disponibile, se lo studente ha difficoltร  certificate (DSA, BES) che richiedono adattamenti anche nel lavoro estivo, o se in famiglia ci sono circostanze particolari che rendono difficile seguire il programma previsto. In questi casi, una comunicazione rispettosa con il coordinatore di classe o con il singolo docente puรฒ portare a un accordo pratico: una riduzione concordata, una prioritร  tra le materie, o una scansione diversa delle consegne.

L’approccio giusto non รจ rivendicare un diritto, ma condividere una difficoltร  reale. Dire ยซmio figlio non farร  i compiti perchรฉ non ha vogliaยป รจ molto diverso da ยซabbiamo provato a organizzare il lavoro ma il volume รจ insostenibile, possiamo trovare insieme una soluzione?ยป. I docenti sono piรน disponibili di quanto molti genitori pensino, a patto che il dialogo parta da un atteggiamento collaborativo e non rivendicativo.

Cosa fare quando il carico รจ davvero eccessivo

Prima di tutto, contare. Non a spanne: fare l’inventario reale delle pagine, degli esercizi, dei libri da leggere e del tempo disponibile, considerando anche i giorni di vacanza in cui รจ giusto staccare. Spesso la percezione del ยซtroppoยป nasce da un accumulo iniziale non gestito, piรน che da una mole effettivamente insostenibile.

Se il conto fatto bene conferma che il carico รจ eccessivo, il secondo passo รจ dare prioritร : individuare le materie in cui lo studente ha piรน fragilitร , quelle che avranno un peso maggiore al rientro, e concentrare lรฌ lo sforzo. Questo non significa abbandonare il resto, ma concordare con i docenti un percorso ridotto senza sminuire il valore del lavoro estivo.

Infine, se il dialogo con la scuola non porta a un aggiustamento e la situazione resta insostenibile, le famiglie possono rivolgersi al dirigente scolastico e, nei casi piรน estremi, al garante regionale per l’infanzia o alle associazioni dei genitori. Ma sono eccezioni: nella stragrande maggioranza dei casi, i compiti delle vacanze smettono di essere un problema nel momento in cui smettono di essere un tabรน. Si puรฒ dire ยซรจ troppoยป, lo si puรฒ dire senza paura, e lo si puรฒ dire con educazione.

Luigina Mortari รจ pedagogista e professoressa universitaria italiana, nata nel 1956. Su Scuole Cantu 2 il suo profilo editoriale raccoglie contenuti dedicati a pedagogia, vita scolastica, orientamento, inclusione e rapporto scuola-famiglia, con attenzione alle esigenze di studenti, genitori e insegnanti.
Luigina Mortari
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