Scuola in Italia

Continuità dell’insegnante di sostegno: cosa può chiedere davvero la famiglia

By Luigina Mortari , on 30 Luglio 2026 à 20:55 , updated on 30 Luglio 2026 - 4 minutes to read
Famiglia a colloquio con la scuola sulla continuità dell’insegnante di sostegno

La richiesta di continuità dell’insegnante di sostegno permette alla famiglia di segnalare che, per l’alunno, mantenere il docente dell’anno precedente sarebbe utile. Non equivale però a scegliere o confermare direttamente quella persona. Per l’anno scolastico 2026/27 la procedura ministeriale prevede più verifiche, il consenso del docente e scadenze precise: la domanda della famiglia è il primo passaggio, non la garanzia del risultato.

La famiglia può chiedere la continuità, non imporre la nomina

La base della procedura è l’articolo 14 del decreto legislativo 66/2017: su richiesta della famiglia, il dirigente scolastico valuta l’interesse dell’alunno e può avviare il percorso per la conferma. La decisione non si basa quindi soltanto sul desiderio di evitare un cambiamento. Deve essere coerente con la situazione educativa, con la classe e con le condizioni previste per l’incarico.

La nota MIM n. 7766 del 26 marzo 2026 chiarisce il calendario per il 2026/27. La richiesta espressa della famiglia doveva essere acquisita dalla scuola entro il 31 maggio. Il dirigente, anche sentendo il GLO, doveva valutare la confermabilità nell’interesse dell’alunno e comunicare l’esito a famiglia e docente entro il 15 giugno. Entro la stessa data serviva una prima disponibilità dell’insegnante; la volontà definitiva viene poi espressa dal docente nella procedura per le supplenze.

Questo significa che, a fine luglio, non è possibile recuperare come se nulla fosse una richiesta mai presentata entro maggio. La famiglia può comunque chiedere alla segreteria se l’istanza risulta protocollata e quale esito è stato comunicato. Se la procedura non è stata attivata, conviene spostare subito l’attenzione sull’accoglienza di settembre e sul passaggio ordinato delle informazioni, invece di aspettare una conferma che non dipende più da una semplice mail.

Anche con una valutazione positiva restano quattro condizioni

Il docente deve innanzitutto rientrare fra quelli ammessi. In linea generale, la misura riguarda chi nel 2025/26 ha avuto una supplenza sul sostegno fino al 30 giugno o al 31 agosto; le supplenze temporanee brevi non rientrano nella conferma. Per i docenti non specializzati esistono inoltre limiti legati alla graduatoria e alla procedura con cui è stato assegnato l’incarico. Non basta, dunque, che l’insegnante abbia lavorato bene con l’alunno.

Devono poi esserci il consenso del docente, lo stesso posto disponibile per il nuovo anno e il diritto dell’interessato a ottenere una supplenza. Prima vengono concluse le operazioni riguardanti il personale di ruolo e le immissioni previste. Solo dopo l’Ufficio scolastico può verificare la conferma. Un trasferimento dell’alunno, una diversa disponibilità del posto o la nomina del docente in ruolo possono quindi interrompere il percorso pur in presenza di una richiesta familiare accolta dalla scuola.

La continuità non trasforma nemmeno l’insegnante di sostegno in una figura privata assegnata esclusivamente a un bambino. Il docente resta contitolare della classe e lavora con il consiglio o il team. Se il dubbio riguarda mansioni e confini, è utile distinguere questi aspetti nella guida su cosa non deve fare l’insegnante di sostegno: una buona relazione individuale conta, ma deve stare dentro un progetto inclusivo condiviso.

Cosa mettere per iscritto e cosa chiedere se il docente cambia

Quando la procedura è aperta, la forma più prudente è seguire l’avviso dell’istituto e inviare una richiesta tracciabile alla segreteria, chiedendo il numero di protocollo. Nel testo bastano i dati dell’alunno, classe e plesso, il nome del docente e la richiesta motivata di valutarne la continuità. È meglio descrivere in modo concreto il beneficio educativo osservato — comunicazione più stabile, autonomia, partecipazione, gestione delle transizioni — senza inserire dettagli sanitari non necessari né presentare la conferma come un diritto già acquisito.

Se il docente non può essere confermato, la scuola non riparte da zero. La famiglia può chiedere come verrà organizzato il passaggio di consegne, quando sarà aggiornato il PEI e in quale momento potrà confrontarsi con il nuovo team. Il nostro approfondimento sul PEI prima del GLO aiuta a individuare obiettivi, strumenti e responsabilità che devono restare leggibili anche quando cambia una persona.

La domanda utile, quindi, non è soltanto “posso avere lo stesso insegnante?”, ma “la richiesta è stata acquisita, valutata e comunicata nei tempi, e qual è il piano se la conferma non si realizza?”. Pretendere una risposta chiara su questi passaggi è legittimo. Promettere in anticipo la stessa nomina, invece, non lo sarebbe: la famiglia apre la procedura, mentre scuola, docente e Ufficio scolastico devono renderla possibile fino all’ultimo controllo.

Luigina Mortari è pedagogista e professoressa universitaria italiana, nata nel 1956. Su Scuole Cantu 2 il suo profilo editoriale raccoglie contenuti dedicati a pedagogia, vita scolastica, orientamento, inclusione e rapporto scuola-famiglia, con attenzione alle esigenze di studenti, genitori e insegnanti.
Luigina Mortari
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