In un anno, le scuole italiane registrano 71 crolli: una questione di sicurezza da affrontare
Settantuno crolli in dodici mesi, 78.365 infortuni certificati e un patrimonio edilizio mezzo secolo piรน vecchio degli studenti che lo abitano! Le scuole italiane lanciano un SOS che non puรฒ piรน essere ignorato. Mentre la cronaca sfiora la tragedia, la sicurezza scolastica diventa la cartina di tornasole della cura che il Paese riserva ai suoi ragazzi.
Sicurezza scolastica: 71 crolli in dodici mesi, numero record
Lโultimo rapporto di Cittadinanzattiva fotografa una realtร severa. Da settembre 2024 a settembre 2025 si sono contati 71 crolli scuole, due in piรน rispetto allโanno precedente giร funesto. Un incremento che stride con le promesse di prevenzione incidenti avanzate dopo i casi mediatici del 2023.
La statistica non mostra solo muri sgretolati. Racconta laboratori evacuati, classi dirottate in palestre e famiglie che, al suono della campanella, trattengono il fiato. In questa spirale, tutela studenti significa prima di tutto evitare che un soffitto cada su un banco.
Edilizia scolastica vetusta: lโetร degli edifici pesa come macigni
Ben il 49 % degli istituti รจ stato eretto prima del 1976, quindi privo di criteri antisismici moderni. Paradossale: il 46 % di queste scuole sorge in aree a rischio sismico elevato, ma solo il 4 % ha subito adeguamenti. Le normative sicurezza, pur rigide sulla carta, inciampano nella fragilitร delle casse comunali.
Serve memoria storica. Le scosse dellโAppennino del 2016 avevano spinto migliaia di volontari della protezione civile a mappare gli istituti. Pochi perรฒ ricordano che molti verbali di quelle ispezioni giacciono ancora nei cassetti municipali.
Manutenzione scuole e normative sicurezza: perchรฉ si rallenta?
Il cortocircuito nasce dal mosaico di competenze. Province, Cittร metropolitane e Comuni si passano la palla: ognuno aspetta fondi statali, mentre i tetti continuano a perdere calcinacci. La lentezza amministrativa genera ritardi, ma il tempo di un intonaco friabile รจ ben piรน breve.
Emblematico ciรฒ che รจ accaduto a Pavia questa primavera. Una classe quinta รจ stata spostata per settimane nellโaula di disegno dopo la caduta di un neon. I ragazzi, per protesta, hanno tappezzato il corridoio con foto dei buchi nel soffitto e post virali che hanno acceso i riflettori sul tema manutenzione scuole.
La riparazione finale รจ costata pochi spiccioli rispetto ai danni potenziali. Un paradosso che conferma come la prevenzione incidenti non sia un lusso, ma una spesa che fa risparmiare.
Investimenti pubblici e protezione civile: la rotta per il 2026
La responsabile scuola di Cittadinanzattiva, Adriana Bizzarri, propone di stanziare 3 miliardi in legge di Bilancio per un piano triennale di edilizia scolastica. Lโobiettivo รจ semplice: programmare, non tamponare. Previste nuove mense, palestre e impianti di climatizzazione in 360 mila aule.
LโOsservatorio nazionale sullโedilizia scolastica, fermo da oltre due anni, deve tornare a riunirsi. Senza quel coordinamento, gli investimenti pubblici rischiano di disperdersi in mille microprogetti scollegati. Nel frattempo, gli esperti invocano un fondo di risarcimento per le vittime di crolli, sul modello di quanto giร esiste per gli incidenti stradali.
Infine, un monito alle istituzioni locali: inserire anche gli asili nido nellโanagrafe delle infrastrutture scolastiche. Le crepe non fanno differenza fra un banco di prima elementare e una culla. Agire ora significa garantire un domani in cui parlare di sicurezza scolastica non implichi piรน contare i crolli, ma celebrare la prevenzione.
Source: www.romasette.it
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