Ferdinando di Mesagne firma un’impresa memorabile e scala la vetta della competizione scolastica più ambita: le Olimpiadi di Cybersecurity nazionali.
Quattro studenti del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate figurano nei primi venti posti italiani, con un sorprendente quarto posto assoluto!
L’eco dell’exploit invade corridoi, piazze e social: la scuola superiore brindisina diventa simbolo di eccellenza per l’intera educazione italiana.
Successo lampo alle Olimpiadi di Cybersecurity: Mesagne in prima fila
Riccardo De Nitto, classe 3DSA, conquista il quarto gradino del podio nazionale; Damiano Depunzio, Matteo Scalera e Matteo Camarda chiudono rispettivamente in 13ª, 17ª e 20ª posizione.
L’allegra banda di “criptomani” – così li chiamano i compagni con affetto – ha trasformato notti di debug in medaglie che brillano più di qualsiasi trofeo fisico.
Allenamenti in aula, sfide online e quel pizzico di follia didattica
Dietro il trionfo pulsa un progetto triennale che mescola laboratori pratici, CTF serali e simulazioni di attacchi reali: imparare le regole? Sì, ma infrangendole… in ambiente controllato!
Il venerdì pomeriggio, mentre altri istituti spengono le luci, i ragazzi del Ferdinando di Mesagne scovano vulnerabilità nei vecchi router donati dalla provincia: “Se li rompete, li avete già riparati”, scherza il docente di rete.
Dalla provincia al palcoscenico nazionale: un contagioso orgoglio collettivo
La vittoria ha galvanizzato l’intero territorio di Mesagne e San Pancrazio Salentino: bar, biblioteche e persino la vecchia edicola discutono di tecnologia e di “bug bounty” come fossero risultati calcistici.
Il sindaco ha già promesso un laboratorio di sicurezza informatica aperto alle medie, perché il talento va coltivato quando la curiosità brucia ancora le dita!
Dopo Salerno, rotta su Torino: il Training Camp che forgia campioni
Scalera e Camarda vantano già l’esperienza del bootcamp di Fisciano; a giugno la carovana si sposta al Politecnico di Torino per le selezioni territoriali.
Obiettivo dichiarato: strappare un posto nella nazionale che difenderà il tricolore alla European Cyber Security Challenge, dove nel 2025 l’Italia sfiorò il podio.
Cybersecurity, materia viva del 2026: competenze che salvano dati e reputazioni
Phishing evoluto, deepfake, ransomware-as-a-service: i nuovi incubi digitali non risparmiano nessuno; prepararvi ora significa proteggere famiglie, imprese e istituzioni domani.
Per questo la scuola italiana deve seguire l’esempio di Mesagne, intrecciando teoria solida e pratica scatenata: i firewall non bastano, servono teste curiose e mani rapide!
Dal banco al lavoro: un ponte verso carriere ad alta resilienza
Le aziende ICT del Sud, da Bari a Taranto, già corteggiano i neo-campioni con stage retribuiti; non è fantascienza, è domanda concreta di sicurezza informatica certificata.
E chi resta affascinato dalla disciplina trova ora percorsi triennali ITS e corsi universitari dedicati, segno che il “problema hacker” è diventato un’enorme opportunità.
In fondo, non si tratta solo di vincere medaglie, ma di addestrare sentinelle digitali pronte a vigilare sul futuro collettivo: Mesagne lo ha capito, e l’ha trasformato in un modello replicabile.
Source: quimesagne.it

