Il Financial Times elogia il governo italiano: un modello per l’Europa secondo l’analisi di un economista italiano
Un quotidiano britannico nota di solito per la severità, il Financial Times, sorprende con un elogio esplicito: l’Italia è passata da “anello debole” a modello per l’intera Unione! Un verdetto che pesa, perché arriva dal mercato stesso, non da tifoserie politiche. Quali forze hanno ribaltato una narrativa decennale?
Financial Times: Italia nuova stella dell’economia europea
La testata londinese cita il balzo del FTSE MIB: +120 % in cinque anni, contro il modesto +60 % dell’Eurofirst 300. Per gli investitori internazionali si tratta di un plebiscito inatteso, corroborato da uno spread pari a quello francese dopo anni di divari siderali. L’analisi firmata dall’economista Stefano Caselli parla di “palingenesi” finanziaria dovuta a stabilità politica e disciplina di bilancio.
Spread in caduta: cosa significa per famiglie e imprese
Con rendimenti calmierati, gli istituti come Intesa Sanpaolo e UniCredit erogano credito a tassi più miti; mutui e prestiti alle Pmi respirano. Le banche, rafforzate da extra‐capitale e Npl quasi azzerati, non subiscono più la spada di Damocle dei mercati. Risultato? Nuove linee di produzione per Fiat a Mirafiori e leasing agevolati per le startup che rianimano Torino.
Il beneficio si riflette anche sui titoli di Stato: un Tesoro meno gravato da interessi libera risorse per istruzione e ricerca, settori strategici per l’industria 4.0 che coinvolge colossi come Enel e Iveco.
Il mix che ha convinto i mercati: stabilità, industria, riforme
Secondo il Fondo Monetario, il debito italiano resterà intorno al 127 % del PIL, ma la stabilizzazione è rilevante: con crescita nominale e tassi in discesa, il peso relativo cala. A ciò si aggiunge una sorprendente vitalità manifatturiera: dagli pneumatici intelligenti di Pirelli agli occhiali smart di Luxottica, l’export vola nonostante venti protezionisti. Questa sinergia pubblico–privato crea un circolo virtuoso che il quotidiano inglese indica come “caso di scuola” per Bruxelles.
Dalla matita rossa del bilancio alla fiducia degli investitori
La legge di bilancio 2026 punta a un deficit sotto il 3 %: Parlamento già in fermento, analisti con il cronometro in mano. Se la soglia verrà rispettata, le agenzie di rating minacciano persino di… promuovere l’Italia! Sarebbe un evento raro, innescato da una gestione prudente delle uscite e da un monitoraggio granitico di settori chiave come sanità e transizione energetica.
Non manca l’ironia: qualche osservatore ricorda che nel 2011 lo spread toccava 575 punti; oggi, con lo stesso debito nominale, il mercato applaude. La storia economica, a volte, regala queste giravolte da manuale di liceo.
La sfida capitale: mobilitare il risparmio record degli italiani
Oltre 1 700 miliardi € giacciono in conti correnti; l’obiettivo della riforma del mercato dei capitali è convogliare una quota verso imprese in crescita. Il progetto semplifica la quotazione per le Pmi e incentiva il private equity, con un occhio di riguardo a filiere d’eccellenza come Ferrero e Prada. La posta in gioco? Trasformare la cautela cronica del “cash sotto il materasso” in carburante per innovazione, salvaguardando i piccoli risparmiatori grazie a maggiore trasparenza e vigilanza serrata.
Un modello esportabile oltre le Alpi?
L’Europa osserva: se Roma riuscirà a far dialogare risparmio privato, industria energivora in transizione ed esigenze di finanza pubblica, il paradigma potrebbe replicarsi da Lisbona a Varsavia. Non è una scommessa priva di rischi, ma il trend positivo offre un laboratorio vivente di politiche sinergiche. Chi avrebbe pensato che la Penisola, spesso ritratta come studente indisciplinato, finisse a dettare compiti in classe al resto del continente?
Source: www.huffingtonpost.it
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