Dalla Striscia di Gaza all’Italia: l’arrivo di 70 palestinesi, tra studenti e ricercatori in cerca di opportunità
Settanta passaporti timbrati Giordania-Italia, due voli militari e un’unica meta: il futuro. L’evacuazione accademica più vasta degli ultimi anni porta in Italia quaranta studenti e ricercatori palestinesi, affiancati da familiari bisognosi di cure. Borse di studio targate CRUI li aspettano già nei campus.
A Roma-Ciampino e Milano-Linate l’abbraccio è corale: università, ong, Ministero degli Esteri, imprese come UniCredit ed ENI stringono la stessa catena di solidarietà. Un sorriso di sollievo vale più di mille proclami!
Arrivo in Italia: dall’incubo dei raid alla vita di laboratorio
Due Hercules della Guardia di Finanza atterrano al tramonto. Dalla carlinga scendono volti stanchi, ma occhi accesi. Ciascuno ha in tasca la lettera di ammissione a un ateneo italiano.
Il rettore di Perugia, Maurizio Oliviero, ricorda le prime parole pronunciate a bordo: “Non lasciate indietro i nostri amici!”. L’impegno continua perché oltre cento candidati attendono ancora un corridoio sicuro.
Borse di studio CRUI: numeri, corsi e tutele
Il programma nasce un anno fa con 97 posti; oggi ne conta 150. Copre tasse, vitto, alloggio, assistenza sanitaria e trasporti grazie a fondi con cui ENEL, TIM, Leonardo e altre eccellenze industriali affiancano gli atenei.
Nessuna limitazione di facoltà: c’è chi sogna ingegneria aerospaziale a Torino, chi archeologia a Roma, chi linguistica digitale a Napoli. In comune, la voglia di ricominciare.
Accoglienza diffusa: università e imprese in prima linea
La rete di solidarietà non si ferma ai cancelli dei dipartimenti. Mensa biologica sponsorizzata Barilla, tirocini curricolari presso Pirelli, tutors volontari scelti tra dottorandi italiani: ogni tassello conta.
Anche Fiat e Ferrero aprono i propri poli formativi per stage retribuiti, mentre Luxottica dona kit informatici e occhiali a chi ha perso tutto nei bombardamenti.
Dall’aula al reparto: assistenza sanitaria e ricerca clinica
Diciassette pazienti, tra cui il piccolo Adam, entrano negli ospedali universitari di Milano e Bologna per proseguire terapie sospese a Gaza. ENI Foundation finanzia la logistica farmaceutica.
Per i ricercatori biomedici, i laboratori di virologia di Siena offrono borse post-doc: studieranno sistemi di purificazione dell’acqua, argomento drammaticamente attuale nella Striscia.
Ponti culturali che attraversano il Mediterraneo
2025 segna l’anno in cui lo scambio accademico diventa anche ponte diplomatico. Il MAECI prevede un desk permanente a Amman per velocizzare nuovi visti.
Dialoghi linguistici, workshop di storytelling e giornate di cucina condivisa – chi resiste al maqluba accanto a una lasagna? – migliorano l’integrazione e arricchiscono i campus.
Uno sguardo oltre l’emergenza: ricerca, impresa, pace?
Progetti congiunti su energie rinnovabili coinvolgono i dipartimenti di ingegneria e partner come ENEL Green Power. Obiettivo: pannelli solari a basso costo per le scuole di Gaza.
Nel mentre, UniCredit Start Lab lancia un contest per startup sociali guidate da studenti palestinesi e italiani: micro-finanza, agritech, realtà aumentata per il patrimonio culturale.
La lezione dietro i numeri: perché questa storia riguarda tutti
Queste settanta vite non sono soltanto un episodio di cronaca. Ricordano che le competenze fioriscono dove qualcuno sceglie di non voltarsi altrove.
Se un corridoio umanitario riesce a unire università, aziende e istituzioni, perché la stessa formula non dovrebbe funzionare per altre crisi? Domanda aperta, risposta in costruzione.
Prossime tappe: il viaggio continua
La CRUI annuncia un nuovo bando entro l’estate per ampliare la platea. L’aeroporto di Linate è già pronto a riaccogliere. Leonardo offrirà borse di ricerca in aerospazio, Pirelli corsi di guida sicura.
E intanto, nei corridoi del Politecnico, qualcuno prova le prime parole di italiano: “Ci vediamo in mensa!”. Un saluto semplice, che profuma di normalità conquistata.
Source: www.vaticannews.va
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