Hurghada inaugura i corsi della Scuola Italiana di Ospitalità: un’opportunità unica nel cuore del turismo
Hurghada vibra di entusiasmo: il campus sul Mar Rosso ha appena acceso le luci sui nuovi corsi della Scuola Italiana di Ospitalità! Centotrenta giovani egiziani, selezionati fra centinaia di candidature, si preparano a cambiare rotta professionale. Il loro traguardo? Portare l’arte dell’ospitalità italiana nel cuore del turismo mondiale.
Scatta la marcia: il campus che accelera il settore turistico egiziano
L’inaugurazione, salutata dal nuovo Ambasciatore d’Italia e dal partner privato Pickalbatros, sancisce un passaggio-chiave del Piano Mattei per l’Africa. Il progetto, sostenuto dal Ministero del Turismo, trasforma un ex resort in un laboratorio di formazione all’avanguardia. Le prime lezioni sono partite il 15 gennaio e già rimbalzano storie di chef in erba che perfezionano il “grembiule perfetto” accanto a maître esperti.
La domanda iniziale prevedeva 96 posti; l’afflusso di candidature ha spinto a estendere i percorsi a 130 partecipanti. Una crescita lampante che sottolinea l’appeal del modello italiano nel settore turistico. E non è solo entusiasmo: operatori locali e catene internazionali hanno prenotato stage obbligatori prima ancora di conoscere i nomi degli studenti!
Didattica viva: corsi intensivi fra teoria e mise en place
Ogni modulo, firmato da docenti SIO e professionisti Federturismo, alterna aula, cucina sperimentale e front office simulato. Il mattino inizia con degustazioni alla cieca per affinare i sensi, il pomeriggio scorre fra check-in teatrali e software gestionali di ultima generazione. Così gli studenti apprendono l’accoglienza come arte, scienza e… un pizzico di teatro!
Il direttore Giulio Contini evidenzia un dato che fa riflettere: l’85 % dei diplomati SIO in Italia firma un contratto entro tre mesi. Replicare quel risultato nel deserto del Sinai? Sfida accesa, ma sostenuta da partnership bilaterali e da una rete di hotel sul Mar Rosso che attende braccia competenti.
Opportunità che profumano di futuro nel cuore dell’accoglienza globale
Il campus funziona come un hub binazionale: italiano per metodo, egiziano per vitalità. Le masterclass sulla sostenibilità, inserite nel piano 2026, preparano a un turismo rispettoso del fragile ecosistema del Mar Rosso. Chi si distingue vola a Roma per un trimestre di tirocinio, agganciando così una rete di carriere transfrontaliere.
Marina Lalli di Federturismo lo definisce “un ponte reale fra aula e reception”. Tradotto: chi completa i corsi entra in una short-list condivisa con resort di Sharm, Luxor e pure Dolomiti! Un circuito virtuoso che innesta l’opportunità di un impiego stabile su un territorio assetato di competenze.
Collaborazione pubblico-privato: la sinergia che fa scuola
La regia mista Ministero-Pickalbatros riduce tempi burocratici e porta in aula attrezzature di fascia alta, dalle postazioni VR per il servizio in camera ai simulatori di gestione energia. Non un esperimento isolato, ma un modello replicabile: già si parla di hub gemelli a Zanzibar e Aqaba. E i dati su iscrizioni 2027, raddoppiate in soli tre mesi, confermano la tendenza.
L’ambasciatore Agostino Palese lo riassume con pragmatismo: “Consegniamo una chiave, non un semplice titolo”. Dietro quella chiave batte l’idea di un’ospitalità che unisce competenza, creatività e senso di comunità; qualità che, tra un “welcome drink” e una stretta di mano, restano il vero carburante del turismo moderno!
Source: www.ttgitalia.com







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