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Scuola in Italia

Investimenti nell’istruzione: l’Italia dedica solo il 3,9% del Pil, posizionandosi terz’ultima in Europa

Un dato spiazzante campeggia nei report Eurostat: Italia ferma al 3,9% di Spesa pubblica per l’Istruzione. Solo Romania e Irlanda fanno peggio, mentre la media dell’Unione sfiora il 4,7%. Una zavorra che incide sul futuro di alunni, famiglie e, in ultima istanza, sull’intero sistema produttivo. Ital

Luigina Mortari
in italia, gli investimenti nell'istruzione raggiungono il 3,9% del pil, posizionandosi terz'ultimi in europa, evidenziando la necessità di incrementare le risorse per migliorare il settore educativo nazionale.

Un dato spiazzante campeggia nei report Eurostat: Italia ferma al 3,9% di Spesa pubblica per l’Istruzione. Solo Romania e Irlanda fanno peggio, mentre la media dell’Unione sfiora il 4,7%. Una zavorra che incide sul futuro di alunni, famiglie e, in ultima istanza, sull’intero sistema produttivo.

Italia terz’ultima in Europa: quando il PIL non basta

Il valore assoluto degli Finanziamenti ammonta a 83,7 miliardi di euro, terzo dato in Europa. Eppure, rapportato al prodotto interno lordo, il Posizionamento crolla. Contano le proporzioni, non solo le cifre!

L’ultimo biennio ha visto una crescita macroeconomica, ma la quota per l’Educazione è scivolata dal 4,1 al 3,9%. Tradotto in aula: meno laboratori, cattedre scoperte, gite didattiche rinviate. Chi insegna percepisce immediatamente la differenza.

In Svezia si supera il 7%: un liceo di Stoccolma oggi offre stampanti 3D e tutor di coding già alle prime classi. Scene difficili da immaginare a Palermo o Bari, dove si lotta ancora per la connessione stabile.

Dal 4,3% al 3,9%: quattro anni di discesa silente

Nel 2020 la spesa toccava il 4,3% del PIL; la pandemia aveva ricordato l’urgenza digitale. Poi il ritorno alla “normalità” ha visto i rubinetti chiudersi. La curva Eurostat mostra una linea che scende con ostinazione.

Basta entrare in un laboratorio di chimica: microscopi vecchi di dieci anni, reagenti mai riacquistati, docenti costretti a inventare esperimenti con materiali casalinghi. Fantasia sì, ma la scienza chiede anche strumenti concreti.

Intanto la spesa pro capite per studente tedesco supera quella italiana di quasi 2.000 euro. Differenza che diventa divario di competenze all’esame PISA, dove il Nord Europa vola e il Mezzogiorno arranca.

Dove investire per invertire la rotta?

I pedagogisti indicano tre nodi: infrastrutture, formazione docenti, orientamento precoce. Senza laboratori aggiornati, l’amore per STEM resta una promessa. Senza corsi di aggiornamento, insegnare realtà aumentata diventa miraggio.

Il PNRR ha allocato nuove risorse, ma la burocrazia ne rallenta l’arrivo in cattedra. Servono procedure snelle, non maratone di atti amministrativi. Ogni trimestre di ritardo equivale a un trimestre perso per migliaia di quindicenni.

Un liceo di Torino ha sperimentato mentorship con start-up locali: costi ridotti, impatto formidabile. Il modello mostra che anche piccoli Investimenti ben mirati possono moltiplicare i risultati.

Educazione tecnica e filiere produttive: un binomio vincente

L’Ocse stima che il mismatch tra competenze e mercato costi all’Italia un punto di PIL annuo. Rafforzare gli istituti tecnici può dimezzare la distanza in cinque anni. Germania insegna: duale non è parola magica, è pratica quotidiana.

Un’azienda veneta ha adottato una classe di elettronica: stage pagati, docenti in fabbrica durante l’estate, programmi tarati su macchinari reali. Risultato? Assunzioni al 90% e zero dispersione scolastica.

Chi sostiene che “si spende già abbastanza” ignora il costo dell’inazione: disoccupazione giovanile al 22% e cervelli in fuga verso paesi più generosi con l’istruzione. La scelta non è tra tagliare o sprecare, ma tra investire ora o pagare dopo.

Ogni euro speso a scuola frutta dividendi sociali esponenziali; rimandare significa compromettere decenni di crescita. Il Paese che ha insegnato al mondo Rinascimento e ricerca umanistica può ancora primeggiare, purché torni a credere davvero nella propria Istruzione.

Source: www.orizzontescuola.it

Luigina Mortari è pedagogista e professoressa universitaria italiana, nata nel 1956. Su Scuole Cantu 2 il suo profilo editoriale raccoglie contenuti dedicati a pedagogia, vita scolastica, orientamento, inclusione e rapporto scuola-famiglia, con attenzione alle esigenze di studenti, genitori e insegnanti.

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