Istruzione in crisi: oltre 216mila giovani italiani tra 18 e 24 anni abbandonano la scuola
Lโaula si svuota troppo presto, e non per la fine delle lezioni. Lโistruzione perde pezzi preziosi, mentre oltre 216mila giovani italiani tra 18 e 24 anni scelgono, o sono costretti, a mollare i banchi. Un campanello dโallarme che batte forte sullโintero Paese!
Dispersione scolastica: la ferita aperta dellโItalia
Il tasso di dispersione scolastica si attesta al 9,8%, appena sopra il target UE del 9% e superiore alla media continentale del 9,4%. Ciรฒ significa 408mila ragazzi senza diploma in mano; piรน di metร , 216,8mila, finiscono anche nel limbo dei Neet, lontani sia da lavoro sia da formazione. Nel Mezzogiorno lโemorragia sfiora il 50% del totale nazionale, un vero cratere sociale.
Chi รจ piรน esposto e per quali ragioni?
Maschi, 14-16enni, spesso con background migratorio: questo il volto piรน comune dellโabbandono scolastico. Nei percorsi professionali il rischio รจ maggiore rispetto ai licei; oltre il 70% proviene da famiglie in cui i genitori possiedono al massimo la licenza media. Se si aggiungono disoccupazione materna e povertร culturale, la probabilitร di lasciare la scuola decolla. Un prof di Palermo racconta che, dopo la terza assenza consecutiva, uno studente โsparisce in officinaโ, attratto da un guadagno immediato che perรฒ resta evanescente.
Le radici profonde della crisi educativa
Dietro ai numeri vive un mosaico di fattori: bassa autostima, didattica poco inclusiva, assenza di servizi di supporto, quartieri privi di biblioteche o palestre. Non sorprendono i sette motivi piรน citati dagli studenti: โnon mi piaceva studiareโ, desiderio di reddito, noia, altri interessi, risultati scarsi, sentirsi โnon adattiโ, materie poco coinvolgenti. Simile a un labirinto, la scuola perde chi non trova la via dโuscita verso il proprio talento.
Mercato del lavoro: occasione o miraggio?
Circa il 46,9% degli early leavers lavora, il 36,7% cerca impiego, il resto non cerca affatto. LโItalia conquista un amaro podio europeo per giovani che vorrebbero lavorare ma non trovano posto. Intanto, in Germania il tasso di Elet supera il 12,9%, ma lโinserimento lavorativo รจ piรน fluido; in Spagna si รจ dimezzato grazie a unโofferta formativa flessibile. Un confronto che brucia e chiede coraggio riformatore.
Ricucire lo strappo: interventi che funzionano davvero
Fondazione Gi Group indica una terapia dโurto: prevenzione precoce giร nella scuola dellโinfanzia, orientamento continuo, laboratori โseconda opportunitร โ, presรฌdi educativi aperti fino a sera. Il progetto โDestination Work @ Schoolโ, partito nel novembre scorso, coinvolge quattordicenni in sfide pratiche per scoprire il proprio talento; il secondo round รจ atteso tra febbraio e marzo 2026. Lโidea-chiave รจ semplice e rivoluzionaria: far toccare con mano che lโeducazione non รจ gabbia ma trampolino.
Docenti, famiglie, territori: una rete che salva
Quando scuola, servizi sociali e imprese dialogano, la dispersione cala. In un liceo di Bari, unโalleanza con unโazienda tech ha trasformato lโora di informatica in palestra di problem solving, riducendo le assenze del 30% in un anno. La sfida ora รจ scalare queste buone pratiche, creare รฉquipe multidisciplinari stabili, e leggere i segnali deboli prima che diventino addii. Lโistruzione in crisi puรฒ tornare a essere motore di palingenesi per i nostri giovani, se ogni adulto decide che nessuno debba piรน uscire dalla classe in punta di piedi.
Source: www.adnkronos.com
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