L’Italia farà brillare il suo futuro nell’insegnamento dell’inglese: l’istituto bilingue Ars Genius di Prato protagonista alla conferenza internazionale ‘Foelt
L’istituto bilingue Ars Genius di Prato guida l’Italia nel dibattito mondiale sul futuro dell’inglese! Sabato 4 ottobre, alla conferenza internazionale Foelt, solo venti docenti selezionati racconteranno metodi rivoluzionari: fra loro brillerà la voce di Ilda Veliraj. L’evento, trasmesso in streaming, offre uno spaccato vivace su come l’educazione linguistica possa plasmare un domani più aperto e competitivo.
Ars Genius sul podio di Foelt: un primato italiano che fa scuola
Il palinsesto della conferenza mette al centro l’innovazione didattica e premia progetti dal forte impatto formativo: fra centinaia di candidature, l’Italia conquista la scena con Ars Genius. La scuola pratese proporrà un intervento di 45 minuti interamente dedicato al suo modello plurilingue, dove l’inglese si affianca quotidianamente a cinese e italiano.
Alle Badie, quartiere multietnico di Prato, le aule diventano un microcosmo globale: qui la lingua franca unisce alunni di dodici nazionalità e trasforma ogni lezione in un laboratorio interculturale. Non stupisce che la certificazione Trinity sia superata con disinvoltura, mentre gli italofoni della quinta Primaria hanno già in tasca l’HSK di cinese.
Selezione spietata: soltanto venti docenti in vetrina mondiale
Foelt riconosce l’originalità d’approccio: diversità linguistica, tecnologie digitali e valutazioni continue. Veliraj sottolinea che il processo di ammissione è «competitivo e rigoroso», un vero vaglio di qualità accademica. L’ammissione di Ars Genius, quindi, conferma l’eccellenza italiana in un consesso dominato storicamente da giganti anglosassoni.
Dal banco alla certificazione: un metodo che fa gola a Cambridge Assessment
Il curriculum integrato ruota attorno al principio “same content, dual language”: scienze, storia e arte vengono veicolate in inglese e in italiano in tempo reale. Cambridge Assessment ha definito questo approccio «pregnante di concretezza» dopo una visita ispettiva, lodando la capacità di elevare il lessico disciplinare senza sacrificare la profondità concettuale.
Il segreto? Una “cassetta degli attrezzi” ricca di micro-video, realtà aumentata e project work che simulano scenari reali: dall’allestimento di una mostra sui preraffaelliti all’ideazione di un podcast sulle rivoluzioni industriali. L’inglese non è materia isolata ma veicolo di contenuti, un po’ come accade nei campus di EF Education First o negli hub di International House, ma adattato alla Primaria.
AI, pronuncia perfetta e didattica inclusiva
Le nuove Indicazioni Nazionali 2025 spingono sull’intelligenza artificiale: Ars Genius adotta chatbot conversazionali per affinare la pronuncia, sulla scia di piattaforme già sperimentate da Wall Street English e InLingua. Ogni studente dialoga con un assistente vocale che corregge fonetica e intonazione in tempo reale.
La lettura espressiva, invece, prende vita grazie a podcast registrati nel nuovissimo studio interno, dove gruppi misti di alunni creano storie bilingui: un esercizio che mescola creatività e auto-valutazione, mutuato dai format di The Language Center e Globally Speaking. Si combatte così la timidezza, si potenzia la competenza sociopragmatica e si prepara il terreno per future certificazioni avanzate.
Impatto sistemico: contagio virtuoso su tutto il settore ELT
L’eco dell’intervento pratese non si limiterà all’aula virtuale di Foelt. Le strategie illustrate alimenteranno tavoli di confronto fra reti come British School e centri di formazione universitaria, interessati a replicare il modello “content-and-language simbiosi” anche nella secondaria.
Entro fine anno, un protocollo d’intesa con il Comune di Prato estenderà il progetto a laboratori STEAM pomeridiani, offrendo tutoraggio bilingue agli studenti delle medie. L’obiettivo è costruire un continuum verticale che accompagni lo studente dall’alfabetizzazione al bilinguismo solido, fino alle certificazioni internazionali di livello C1.
Sfida ambiziosa? Certo! Ma l’esperienza dimostra che quando metodologia, passione e visione strategica convergono, il futuro dell’insegnamento dell’inglese non è un miraggio bensì un traguardo a portata di mano.
Source: www.notiziediprato.it
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