Scuola in Italia

Istruzione e formazione: l’Italia resta fanalino di coda in Europa per investimenti proporzionali al PIL nel 2025

By Luigina Mortari , on 9 Febbraio 2026 ร  00:22 - 3 minutes to read
l'italia si posiziona ultima in europa per gli investimenti nell'istruzione nel 2025, evidenziando una sfida importante per il futuro del sistema educativo.

Lโ€™Italia resta in coda alla classifica europea! Nel 2025 soltanto il 3,9 % del PIL viene destinato a Istruzione e Formazione, ben lontano dal 4,6 % medio UE. Un segnale allarmante che pesa su alunni, famiglie e docenti.

Investimenti in istruzione: Italia fanalino di coda nel 2025

Svezia, Belgio e Finlandia sfiorano o superano il 6 % del PIL; al contrario, la Penisola resta fanalino di coda tra le economie occidentali. I corridoi scolastici raccontano la conseguenza piรน evidente: laboratori obsoleti, palestre rattoppate, lavagne digitali che fanno i capricci. Come progredire nel sviluppo educativo quando lโ€™ossigeno finanziario รจ cosรฌ esiguo?

Divario con lโ€™Europa: numeri che graffiano

Nord contro Sud-Est: tra chi investe di piรน e chi di meno corre un divario di tre punti di PIL. In Germania e Spagna la soglia del 4,5 % garantisce piรน respiro; in Romania lโ€™asticella crolla sotto il 3 %. Nel mezzo, la nostra Italia staziona inopinatamente, mentre il resto dellโ€™Europa fa rotta verso tecnologie e didattiche dโ€™avanguardia.

Dove finiscono i fondi: retribuzioni contro infrastrutture

Settantacinque euro su cento finanziano stipendi e burocrazia. Nulla di male, perchรฉ il capitale umano va remunerato; eppure restano meno di cinque euro per muri, laboratori, connessioni. Ecco spiegato perchรฉ un liceo su quattro rimanda lโ€™acquisto di microscopi, o affida i viaggi dโ€™istruzione alla generositร  dei genitori.

Effetti nelle aule affollate

Le classi โ€œpollaioโ€ raggiungono punte di trenta studenti, con banchi stipati come in una metropolitana allโ€™ora di punta. Lโ€™insegnante tenta di far spazio a ogni voce, ma lโ€™eco del brusio soffoca gli approfondimenti piรน raffinati. Intanto lโ€™eccessiva mobilitร  del personale falcia la continuitร  didattica e fiacca la motivazione.

Sviluppo educativo a rischio: percorsi e rimedi possibili

Per colmare il ritardo servono investimenti proporzionali al PIL, non briciole episodiche. Lโ€™introduzione di un fondo strutturale pluriennale โ€“ sul modello nordico โ€“ permetterebbe cantieri rapidi e campus connessi. In parallelo, la riduzione dellโ€™amministrazione ridondante libererebbe risorse da dirottare direttamente in aula!

Scommettere sulla formazione continua dei docenti

Un programma nazionale di aggiornamento digitale offre corsi serali gratuiti e tutoraggio tra pari. Risultato? Tecnologie finalmente sfruttate, didattica inclusiva, valutazioni piรน eque. Il circolo virtuoso si attiva quando lo Stato investe sul sapere di chi insegna, non solo sui mattoni che lo ospitano.

Perchรฉ agire subito conviene a tutti

Secondo lโ€™OCSE, un punto di PIL in piรน speso in scuola genera fino al 2 % di crescita a dieci anni. Meglio ancora, rafforza il tessuto democratico, riduce lโ€™abbandono e attira imprese ad alto valore tecnologico. Rinviare significa cedere terreno competitivo proprio quando lโ€™Europa punta sullโ€™economia della conoscenza.

La sfida del 2026: trasformare il fanalino in locomotiva

Il disegno di legge depositato a febbraio prevede di salire al 4,5 % del PIL entro due anni. Obiettivo audace ma non irrealizzabile se si abbandonano le logiche emergenziali. Studenti, insegnanti, famiglie e imprese attendono un segnale chiaro: lโ€™Istruzione non รจ un costo, bensรฌ lโ€™investimento piรน redditizio.

Source: www.tecnicadellascuola.it

Luigina Mortari รจ pedagogista e professoressa universitaria italiana, nata nel 1956. Su Scuole Cantu 2 il suo profilo editoriale raccoglie contenuti dedicati a pedagogia, vita scolastica, orientamento, inclusione e rapporto scuola-famiglia, con attenzione alle esigenze di studenti, genitori e insegnanti.
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