L’allarme suona di nuovo: Italia, otto mesi e 13 miliardi ancora da spendere! L’intero capitolo PNRR Istruzione rischia di scivolare nell’oblio, con Bruxelles pronta a chiudere i rubinetti. Possiamo davvero perdere questa valanga di opportunità?
PNRR Istruzione: miliardi sospesi e un countdown implacabile
Il focus della Fondazione Agnelli fotografa una corsa a ostacoli: su oltre 20 miliardi stanziati, ne restano da allocare quasi 13, mentre la spesa, nell’ultimo semestre, è cresciuta di un magro 2,3 %. Un ritmo così lento condanna l’educazione italiana a una penuria di investimenti proprio quando servirebbero a scardinare diseguaglianze ataviche. Che cosa frena la macchina?
La forbice è clamorosa. Le borse di studio universitarie viaggiano al 97,7 % d’utilizzo, ma gli alloggi per studenti restano inchiodati a zero: un paradosso che fa arrossire i cronometri di Bruxelles!
Le cifre nascoste dietro ai ritardi
La “scuola 4.0” ha già assorbito il 61,6 % dei 2,1 miliardi dedicati, trasformando aule vetuste in laboratori hi-tech. Al contrario, le Its Academy arrancano: 4,7 % di 1,5 miliardi erogati, nonostante la filiera produttiva invochi tecnici specializzati come l’aria. Perché questo divario? La risposta è una burocrazia labirintica che ingoia delibere e risputa rallentamenti.
Nel frattempo la formazione digitale dei docenti rimane impantanata al 12 % di spesa certificata, pur avendo il 65 % dei progetti in fase conclusiva. Rendicontare, più che progettare, sembra diventato lo sport nazionale.
Dove si inceppa la macchina dei finanziamenti scolastici
Il nodo principale è la rendicontazione: Comuni e scuole, specie nei centri minori, non riescono a produrre la documentazione richiesta dall’Europa. Risultato? Cantieri di palestre, mense e asili nido restano solo su carta, mentre i fondi giacciono dormienti nei meandri della Ragioneria.
L’emorragia più dolorosa riguarda il “Piano asili nido”: 800 milioni già svaniti dopo le revisioni autunnali. I posti promessi nei micro-Comuni, inizialmente zero, oggi restano un miraggio, con appena il 2,5 % dei finanziamenti arrivato a destinazione.
Alloggi universitari: l’emblema della paralisi
Su 1,2 miliardi stanziati, la spesa effettiva è ancora nulla. L’83 % dei progetti è in mano a soggetti privati, ma il fondo ad hoc gestito da Cassa Depositi e Prestiti non eroga un euro finché le convenzioni non sono blindate. Nel frattempo, affitti fuori controllo costringono migliaia di studenti a pendolarismi estenuanti.
Il Governo ha già dovuto dimezzare l’obiettivo: da 60 000 a 30 000 posti letto. Un passo indietro che brucia, considerando la crescita record delle immatricolazioni nelle discipline STEM, proprio quelle che richiedono laboratori e presenza costante.
Recuperare terreno: strategie e scenari ancora possibili
La parola d’ordine ora è accelerare. Tre mosse appaiono non negoziabili: task-force ministeriali itineranti per assistere gli Enti locali nelle carte, incentivi premiali a chi certifica la spesa entro 60 giorni e commissariamento “morbido” dei progetti rimasti al palo. Non sono ricette miracolose, ma un antidoto contro la palinodia burocratica.
Un’ulteriore leva risiede nel coinvolgere reti d’impresa e politecnici come tutor tecnici: già a Bergamo un micro-polo per la transizione digitale ha liquidato il 90 % dei fondi in quattro mesi, testimoniando che, quando si vuole, il sistema sa correre!
Il rischio di perdere miliardi e l’effetto domino sull’economia
Ogni euro non speso oggi sottrae domani 1,8 euro di PIL, secondo le proiezioni Svimez. Ecco perché parlare di rischio non è allarmismo, ma fotografia contabile. Se salta il capitolo scuola, l’intero mosaico dei programmi di resilienza vacilla, con ripercussioni su occupazione giovanile e attrattività del Paese.
Il tempo stringe, ma la storia recente dimostra che gli sprint finali sono possibili: Expo 2015 insegnò a Milano l’arte di comprimere opere in pochi mesi senza sacrificare la qualità. Basterà evocare quello spirito per salvare i miliardi del PNRR? Chi lavora nei corridoi scolastici lo spera con ardore.
Source: www.avvenire.it

