L’Italia in solidarietà con Gaza: il 22 settembre proclamato sciopero generale che coinvolgerà scuole e trasporti
Lunedì 22 settembre l’Italia si prepara a una giornata cruciale: uno sciopero generale di 24 ore che promette di bloccare bus, treni e aule scolastiche. L’iniziativa, nata in risposta all’escalation bellica nella Striscia di Gaza, punta a scuotere governo e Unione Europea affinché interrompano forniture militari a Israele. L’evento, con epicentro nelle grandi città ma ramificazioni ovunque, ha già acceso un dibattito acceso fra studenti, pendolari e lavoratori!
Sciopero generale 22 settembre: trasporti e scuole in prima linea
Dalle 00:01 alle 23:59 le corse ferroviarie ad alta velocità, i regionali e la rete metropolitana potranno subire cancellazioni fuori dalle fasce protette. Gli osservatori prevedono una riduzione del servizio fino al 70 %, un dato che richiama alla mente le paralisi del 2019 ma con un peso emotivo amplificato dal conflitto mediorientale. Anche nidi, licei e biblioteche universitarie potrebbero restare chiusi, lasciando migliaia di studenti in cerca di soluzioni di fortuna.
Disagi attesi sui collegamenti nazionali
Le società ferroviarie hanno già diramato avvisi laconici: «Viaggiate solo se indispensabile». Qualche sindaco ipotizza navette straordinarie, ma il piano appare prodromico e ancora nebuloso. Il traffico su gomma rischia così di trasformarsi in una fiumana interminabile, con pendolari costretti a partenze antelucane per raggiungere il lavoro.
Motivazioni solidali: l’eco di Gaza nelle piazze italiane
USB e CUB guidano la mobilitazione, affiancati da SI Cobas, Slai Cobas e movimenti come Potere al Popolo e Rete dei Comunisti. Dal palco di Piazza San Giovanni a Roma si leveranno voci della Comunità Palestinese in Italia e dell’Associazione Italia-Palestina, decise a ribadire il sostegno alla missione umanitaria Global Sumud Flotilla. L’obiettivo? Rompere l’assedio navale e far giungere viveri, acqua potabile e farmaci a una popolazione stremata.
I protagonisti della mobilitazione sindacale
Dentro il corteo si incroceranno operatori sanitari, docenti e portuali, uniti dallo slogan «Blocchiamo tutto per fermare le bombe». Il manifesto condiviso cita l’ARCI, Forum Palestina e collettivi studenteschi che a Rieti hanno diffuso un volantino dal tono anfibologico: invita alla riflessione ma non risparmia stoccate a Bruxelles, accusata di “complicità silenziosa”. Curioso? Perfino alcuni tassisti romani, solitamente refrattari agli scioperi altrui, annunciano adesione simbolica con corse gratuite verso il presidio.
Dalla scuola alla ricerca: la giornata sospesa dell’istruzione
Nelle aule, il fermento ha già preso forma. Molti dirigenti scolastici, pur garantendo i servizi minimi, prevedono che metà del corpo docente aderirà all’astensione. In diversi atenei i collettivi promettono lezioni all’aperto su storia e diritto internazionale, trasformando il campus in un’agorà didattica: un modo per ribaltare la routine e far germinare coscienza civica.
Source: www.formatrieti.it

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