Laura Tringali, la nuova figura di rilievo di Fratelli d’Italia: «Sarò alla guida della scuola di formazione»
«Basta teoria, è tempo di laboratorio politico» ha dichiarato Laura Tringali. La preside messinese diventa la nuova figura di rilievo in Fratelli d’Italia. Prenderà la guida della nascente scuola di formazione del partito.
Impulso immediato alla formazione politica targata FdI
La nomina è stata ufficializzata a Messina, nel cuore di una Sicilia che chiede progettualità e non slogan. Senatrice Bucalo e deputato Galluzzo hanno salutato l’ingresso con euforia, convinti che la combinazione di esperienza scolastica e formazione politica possa forgiare nuovi quadri dirigenti. Un dettaglio stuzzica l’attenzione: l’istituto aprirà i battenti già prima dell’estate 2026!
Dalla cattedra alla dirigenza di partito: un salto calcolato
Durante l’emergenza Covid, agosto 2020, Tringali accettò l’assessorato alle Politiche scolastiche nella giunta De Luca. Tra aule vuote, mascherine e didattica a distanza, coordinò PON e FESR per salvare l’anno accademico: chi c’era ricorda ancora le call notturne per distribuire tablet. Dimessasi nel novembre 2021, spinse poi sulla Democrazia Cristiana Storica perfezionando reti PNRR, preludio all’attuale chiamata da leader di Fratelli d’Italia.
Simile a uno studente che conquista la maturità con uno scatto d’orgoglio, il suo passaggio alla dirigenza di partito appare consequenziale. Nessuna improvvisazione, ma un percorso stratificato che miscela pedagogia e realpolitik.
Missione scuola di formazione: obiettivi 2026
L’accademia politica nascerà su tre pilastri: didattica esperienziale, mentoring intergenerazionale, immersione nei territori. Programmi intensivi di weekend permetteranno a neofiti di simulare un consiglio comunale, redigere emendamenti, gestire i media in caso di crisi. L’ambizione? Plasmare amministratori capaci di parlare alle periferie e progettare bandi europei senza farsi sopraffare dal burocratese.
Metodologie PON, FESR, PNRR al servizio dei giovani leader
Tringali intende trasferire le competenze maturate sugli strumenti europei. Chi frequenterà i moduli vedrà casi reali: dal restauro di una palestra scolastica finanziata con PON Scuola, fino al digital hub di Librino sostenuto dal PNRR. Perché studiare bandi senza toccarne gli effetti? Meglio farli vivere, provarli sul campo, magari inciampare e rialzarsi come in una sana lezione di ginnastica civica.
Uno scenario di esercitazione potrebbe prevedere la redazione di un dossier FESR in 48 ore, con feedback immediato di amministratori in carica. Ritmo serrato, certo, ma la politica non aspetta chi resta indietro.
Reazioni dentro e fuori Fratelli d’Italia
Nei corridoi di Montecitorio qualcuno sussurra che altre forze stiano pensando a scuole analoghe per non perdere terreno. In Sicilia, sindaci civici vedono nell’iniziativa uno strumento utile anche oltre la bandiera di Fratelli d’Italia, complice la reputazione di “preside severa ma giusta” che da anni accompagna Tringali. E i ragazzi? Molti liceali messinesi hanno già chiesto informazioni, a conferma di un entusiasmo che raramente si vede attorno alle sigle di partito.
Il banco di prova sarà la partecipazione attiva
Numeri alla mano, la sfida non sarà solo iscrivere centinaia di corsisti, bensì mantenerli coinvolti oltre il primo entusiasmo. L’ex preside lo sa bene: la soglia di attenzione crolla se la lezione non sorprende. Ecco perché promette role-play, maratone legislative e persino visite guidate nei palazzi romani; un mix che dovrebbe impedire la temuta fuga a metà percorso.
L’augurio condiviso dagli organizzatori? Che da questa fucina escano amministratori anticiclonici, capaci di resistere alle tempeste mediatiche e di restituire ossigeno alla democrazia locale. Se l’esperimento funzionerà, potrebbe diventare un modello replicabile in tutta la politica italiana.
Source: www.tempostretto.it







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