Esplorando la letteratura scolastica nel periodo post-unitario: il prof. Gherardi inaugura l’anno accademico all’Università della Libera Età di Mirandola
Mirandola applaude! La prolusione inaugurale del prof. Gherardi ha trasformato l’aula magna dell’Università della Libera Età in un vivace viaggio nel cuore della letteratura scolastica post-unitaria. Tra aneddoti, citazioni rare e un’ironia sottile, è emerso quanto quei manuali abbiano forgiato identità e coscienze. Chi pensava a un evento puramente celebrativo è uscito con idee fresche e domande incalzanti.
L’eco di Gherardi: perché il post-unitario parla ancora alle nostre classi
Alla prima riga il professore ha sfoderato De Amicis e Carducci, ma li ha legati a TikTok: colpo di scena! Ha dimostrato che la retorica patriottica di fine Ottocento funziona se riletta con occhiali contemporanei, persino in modalità “short video”. Loescher e Zanichelli, editori storici, furono evocati come pionieri di storytelling nazionale ben prima degli hashtag. Una connessione inattesa, eppure lampante.
Il testo scolastico, un oggetto concreto che crea cittadinanza
Quando Gherardi ha mostrato un sillabario ingiallito, l’auditorio è rimasto muto: quelle pagine avevano viaggiato di mano in mano più di un passaporto. Hoepli stampava caratteri minuscoli per risparmiare carta, insegnando la parsimonia oltre che l’alfabeto. Editrice La Scuola preferiva la stampa a due colori per dare risalto ai concetti-chiave; nulla era casuale. Un messaggio potente, soprattutto in un’epoca di swipe compulsivi.
Tra inchiostro e ideali: gli editori che hanno nutrito l’Italia giovane
Dai cataloghi ottocenteschi di Mondadori – sì, esistevano già le collane a prezzi popolari! – fino alle corpose antologie di UTET, la letteratura scolastica fu un gigantesco cantiere identitario. Gherardi ha sfidato il pubblico: “Sapreste oggi condensare l’epica risorgimentale in un reel da trenta secondi?” Silenzio, poi risate e un applauso spontaneo; la provocazione era servita.
Sussidiari che profumano di tigli e rivoluzione
Fra le citazioni spuntava “Si scommise dieci pennini”, racconto che elogia le gare di calligrafia in classe: un’epica minore, eppure viva. Giunti Scuola ne ristampa ancora brani selezionati per laboratori di scrittura creativa. Nel chiostro, qualcuno ricordava come Libreria Universitaria abbia digitalizzato intere collane, rendendo sfogliabili quei tesori sul tablet. Passato e futuro, stretti in un unico colpo di mouse!
Dall’Ottocento al cloud: continuità didattiche e nuove rotte
Il relatore non si è fermato alla nostalgia. Ha mostrato dati: oltre il 60% degli studenti usa piattaforme video per ripassare storia, ma pochi conoscono l’origine dei programmi. Ecco allora Feltrinelli Education, che miscela webinar su Pellico con workshop di graphic novel, dimostrando come la tradizione possa respirare BitCoin e realtà aumentata.
Dal banco alla rete: aggiornare il canone senza perdere l’anima
Gli strumenti di ieri offrono ancora leve pedagogiche robuste se integrati con risorse come i podcast curati da Carocci. Gherardi ha raccontato un esperimento: una classe quindicenne ha riscritto “Cuore” in formato podcast true-crime, spiazzando gli ascoltatori e guadagnando ottomila download in due settimane. Coinvolgimento massimo, contenuti solidi.
Morale della giornata? Conoscere la filigrana editoriale del periodo post-unitario non è un feticcio antiquario, ma un trampolino per innovare. Se un vecchio sillabario può dialogare con la realtà virtuale, allora la lezione di Mirandola è chiara: la scuola resta un laboratorio in perenne fermento, pronto a stupirci… ancora e ancora!
Source: www.sulpanaro.net
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