Luisa Ranieri Partecipa ai Progetti Educativi ABC di Cinema, Storia e Società
Il brusio dell’aula magna si è trasformato in applauso quando Luisa Ranieri ha varcato la soglia del Cinema Adriano. L’attrice ha portato sul palco la forza gentile della preside Eugenia Carfora, protagonista della serie “La Preside”. Le sue parole hanno acceso l’attenzione di centinaia di ragazzi curiosi di capire come il set possa diventare palestra di vita!
Luisa Ranieri e i Progetti Educativi ABC: scintille tra Cinema, Storia e Società
I nuovi appuntamenti di Progetti Educativi ABC sono ripartiti il 14 gennaio con un obiettivo limpido: usare il Cinema per attraversare il Novecento e decifrare il presente. Dopo gli incontri con registi e attori autorevoli, l’arrivo di Ranieri ha ribadito che la Cultura non è un lusso, bensì un diritto da difendere con passione. Quale migliore alleata della scuola per farlo?
Guidati da Piera Detassis, gli studenti hanno esplorato il dietro le quinte della fiction: tre settimane di osservazione sul campo a Caivano, tante prove di postura e un guardaroba ripensato daccapo per “sparire” nel personaggio. Un vero laboratorio di Apprendimento pratico, più efficace di qualsiasi manuale di metodologia.
Da “La Preside” alla lavagna: quando la fiction accende l’Apprendimento
Un alunno ha chiesto se interpretare una dirigente scolastica significhi sostituire la realtà. Ranieri ha sorriso: «Recitare non è travestirsi, è comprendere». Questo scarto sottile tra finzione e autenticità spinge i ragazzi a domandarsi come si racconta la Società sullo schermo senza tradirla.
Il dibattito ha toccato temi scottanti: carenza d’investimenti nell’istruzione e diseguaglianze di quartiere. L’attrice ha puntato il dito contro trent’anni di tagli: «Un gregge colto fa meno comodo di uno docile». Una lezione di cittadinanza, altro che passarella glamour.
Dialogare con gli studenti: il Cinema reinventa l’Educazione
Sotto lo sguardo attento dei docenti, i ragazzi hanno discusso di scenari bellici contemporanei osservati attraverso il filtro del Film. Scoprire che un’inquadratura può svelare pregiudizi nascosti ha reso la teoria della comunicazione più viva di un esperimento di laboratorio. Le mani alzate si moltiplicavano, segno che la sete di domande supera la paura di sbagliare.
Non è un caso se il progetto è sostenuto dalla Regione Lazio, Roma Capitale e partner come Cinecittà: investire oggi significa raccogliere domani studenti più critici, non spettatori passivi. In fondo, che gusto c’è a restare in silenzio quando lo schermo riflette la propria storia?
Il linguaggio del Cinema: palestra di cittadinanza attiva
Ogni fotogramma porta con sé scelte morali: inquadrare o ignorare, dare spazio a un silenzio o riempirlo di musica. Questo esercizio di selezione affina lo sguardo degli adolescenti più di un trattato di filosofia politica. Immaginate la potenza di una classe che, invece di copiare definizioni, smonta una scena per capire come nasce un’idea!
Il percorso terminerà a giugno con mini-festival scolastici in cui gli studenti presenteranno corti realizzati in autonomia. Non saranno capolavori di Cannes, ma promettono di restituire la voce a periferie troppo spesso etichettate come “difficili”. E se il prossimo regista rivelazione sedesse proprio nell’ultima fila?
Source: www.radiowebitalia.it







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