ottobre, manifestazioni in tutta Italia: il MIM segnala solo il 7,43% di partecipazione, ma la FLC CGIL definisce il coinvolgimento del settore scolastico come “straordinario”.
Solo il 7,43%! Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) minimizza la portata delle manifestazioni diffuse in tutta Italia, mentre FLC CGIL descrive un coinvolgimento scolastico “straordinario”. Chi ha davvero contato teste, cartelloni e slogan?
Manifestazioni di ottobre: dietro il dato del 7,43%
Manifestazioni in 94 province, cortei dinanzi a 1.300 istituti, cartelloni fluorescenti: la fotografia offerta dai cronisti è densissima, eppure il dato ministeriale parla di appena il 7,43 % di adesioni.
Il MIM calcola le classi effettivamente ferme, escludendo chi ha aderito ma ha svolto lezioni ridotte; il Sindacato FLC CGIL sostiene che questo criterio ignora laboratori chiusi, assemblee improvvisate, uscita anticipata degli studenti.
Il risultato è un duello statistico che ricorda le antiche querelles sui bilanci degli scioperi ferroviari: due metodi, due verità.
Dove i numeri non bastano: cronache dai corridoi
A Milano il professore di filosofia ha trasformato l’atrio in un’agorà improvvisata; a Taranto le prime classi hanno rivestito gli armadietti con citazioni di Don Milani.
Scene così non finiscono nei fogli excel ministeriali, ma danno la misura dell’energia che ha spinto la Scuola italiana fuori dagli schemi.
Senza campanella che tenga, la partecipazione scolastica ha trovato sbocchi creativi persino nei licei tradizionalmente pacati, segno che la brace sotto la cenere brucia da mesi.
Perché la FLC CGIL parla di coinvolgimento “straordinario”
Il Sindacato, forte di delegati disseminati in ogni collegio docenti, ha tracciato un quadro in cui oltre il 45 % dei lavoratori della scuola ha sospeso o rimodulato il servizio.
Sottolineata anche la presenza di famiglie solidali: genitori che hanno firmato giustificazioni collettive, convinti che l’educazione sia anche diritto a esprimere dissenso.
Un concetto riecheggia: vocazione pubblica da salvaguardare contro tagli e precarietà che, secondo la FLC CGIL, “erodono l’anima stessa dell’istruzione”.
Studenti e docenti alleati: istantanee da Bologna e Napoli
Nell’Itis di Bologna i ragazzi di quinta hanno consegnato ai docenti una lettera in rima: chiedono laboratori sicuri, non solo voti più giusti.
A Napoli un’orchestra spontanea di liceali ha intonato “Bella ciao” fuori dall’Ufficio scolastico regionale, trasformando la protesta in performance artistica.
Questi episodi confermano che la linea di separazione tra cattedra e banco si assottiglia quando la causa è condivisa e, in fondo, educativa.
Conseguenze sulla politica scolastica e sul nuovo contratto
Il MIM ha già convocato un tavolo tecnico per rivedere le modalità di rilevazione delle adesioni; segno che le cifre da sole non calmano le aule ribollenti.
Nei corridoi del Parlamento si discute di vincolare il prossimo contratto scuola a standard minimi di sicurezza, organici stabili e retribuzioni legate alla formazione continua.
Se l’autunno proseguirà con simili toni, le piazze diventeranno laboratorio politico, mettendo il MIM di fronte a un bivio: ascoltare o assistere a un rincorrersi di scioperi a catena.
Uno sguardo oltre l’autunno
Nell’agenda delle organizzazioni studentesche spicca già il 17 novembre, Giornata internazionale dello studente, che potrebbe riaccendere la miccia.
I sindacati, FLC CGIL in testa, meditano un fronte comune con università e formazione professionale, convinti che la scuola sia solo il primo anello di una catena che chiede dignità.
Rimane una certezza: quando a scendere in strada sono libri, zaini e registri, la lezione più importante non si trova sul registro elettronico ma sul selciato delle città.
Source: www.orizzontescuola.it
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