Scuola in Italia

PEI e obiettivi minimi alle superiori: cosa chiarire prima delle verifiche

By Luigina Mortari , on 24 Luglio 2026 ร  20:30 , updated on 24 Luglio 2026 - 4 minutes to read
Studentessa, famiglia e docenti chiariscono gli obiettivi del PEI alle superiori

Nel lessico delle famiglie, โ€œPEI obiettivi minimi scuola secondaria di secondo gradoโ€ รจ spesso la formula usata per capire se uno studente seguirร  un percorso personalizzato valido per il diploma. Il problema รจ che โ€œobiettivi minimiโ€ non basta a chiarire che cosa accadrร  nelle singole materie, come saranno costruite le verifiche e quale valore avrร  il percorso. Sono questi i punti da mettere a fuoco nel PEI prima che arrivi la prima valutazione importante.

Alle superiori la distinzione non รจ una sfumatura burocratica. Puรฒ incidere sul modo in cui lo studente viene valutato e sullโ€™esito conclusivo del corso di studi. Per questo una famiglia non dovrebbe ricevere soltanto unโ€™etichetta, ma una spiegazione comprensibile della progettazione prevista, disciplina per disciplina.

โ€œObiettivi minimiโ€ non significa fare meno di tutto

Nel modello nazionale del PEI per la secondaria di secondo grado la progettazione disciplinare distingue tre situazioni. Lo studente puรฒ seguire la programmazione della classe con gli stessi criteri di valutazione; puรฒ seguire un percorso personalizzato, con obiettivi, strategie, verifiche e criteri esplicitati; oppure puรฒ seguire un percorso differenziato, con prove non equipollenti.

Quello che a scuola viene ancora chiamato percorso โ€œper obiettivi minimiโ€ rientra normalmente nella seconda situazione: la didattica รจ personalizzata, ma deve restare sostanzialmente riconducibile allโ€™indirizzo frequentato. Le prove possono essere identiche a quelle della classe oppure equipollenti, cioรจ diverse nella forma ma considerate dello stesso valore rispetto agli apprendimenti da verificare. Non รจ quindi uno sconto indistinto sul programma e non coincide con lโ€™assegnazione automatica di esercizi piรน facili.

La domanda concreta รจ: quali conoscenze, abilitร  e competenze saranno richieste in matematica, italiano, lingua straniera e nelle discipline di indirizzo? Se il documento usa formule come โ€œcontenuti essenzialiโ€ o โ€œobiettivi minimiโ€ senza elencarli, resta impossibile preparare lo studente e valutare i progressi. Ogni materia dovrebbe indicare anche strumenti, tempi, modalitร  della prova e criteri con cui verrร  attribuito il voto.

Verifiche equipollenti e percorso differenziato non sono sinonimi

Una verifica equipollente non deve per forza avere le stesse domande o la stessa durata di quella proposta alla classe. Puรฒ cambiare formato, usare strumenti previsti dal PEI o selezionare modalitร  piรน accessibili, purchรฉ consenta di accertare apprendimenti ritenuti validi per il percorso di studi. La decisione sullโ€™equipollenza e sulla valutazione spetta al consiglio di classe: non al solo docente di sostegno e neppure al GLO considerato separatamente.

Il percorso differenziato ha invece obiettivi non riconducibili a quelli dellโ€™indirizzo e puรฒ prevedere verifiche non equipollenti. Al termine del secondo ciclo conduce a un attestato dei crediti formativi, non al diploma. รˆ una conseguenza troppo importante per essere comunicata con una frase veloce durante una riunione. Le linee guida e il modello ufficiale del Ministero per il nuovo PEI, aggiornati dal decreto interministeriale n. 153 del 2023, spiegano anche che la prima applicazione della programmazione differenziata richiede una proposta formale del consiglio di classe e il confronto con la famiglia.

Un percorso misto va letto con particolare attenzione. Se una disciplina viene impostata come differenziata, non basta che tutte le altre prevedano prove equipollenti per considerare automaticamente lโ€™intero percorso valido ai fini del diploma. Proprio per questo il PEI deve evitare formule globali e mostrare la scelta compiuta per ciascuna materia.

Le domande da portare al GLO prima delle verifiche

Prima di approvare il documento conviene chiedere una copia leggibile della sezione dedicata alla progettazione disciplinare. Non servono venti domande: ne bastano alcune che obblighino a trasformare le etichette in decisioni verificabili.

  • Per quali discipline รจ prevista una personalizzazione e quali obiettivi specifici restano da raggiungere?
  • Le verifiche saranno identiche o equipollenti? Che cosa potrร  cambiare nel formato, nei tempi e negli strumenti?
  • Quali criteri useranno i docenti per assegnare il voto e come verranno comunicati prima della prova?
  • Il percorso รจ valido per il conseguimento del diploma in tutte le discipline?
  • Quando sarร  verificata lโ€™efficacia delle misure e chi proporrร  eventuali correzioni?

Le risposte dovrebbero comparire nel documento, non restare soltanto nel verbale o in una conversazione. รˆ utile anche distinguere i ruoli: il GLO elabora e verifica il PEI con la partecipazione prevista, mentre il consiglio di classe mantiene le competenze sulla valutazione degli apprendimenti. Lโ€™insegnante di sostegno non puรฒ diventare lโ€™unico responsabile del percorso.

Se gli obiettivi risultano troppo generici, la richiesta piรน utile non รจ โ€œalzareโ€ o โ€œabbassareโ€ il livello in astratto. รˆ chiedere quali prestazioni dimostreranno il raggiungimento dellโ€™obiettivo e con quali supporti. Lo stesso metodo usato per leggere il PEI prima del GLO resta valido alle superiori, ma qui va aggiunto un controllo decisivo: il rapporto tra personalizzazione, equipollenza delle prove e titolo finale. Chiarirlo prima delle verifiche evita che una scelta sostanziale venga scoperta quando i voti sono giร  stati assegnati.

Luigina Mortari รจ pedagogista e professoressa universitaria italiana, nata nel 1956. Su Scuole Cantu 2 il suo profilo editoriale raccoglie contenuti dedicati a pedagogia, vita scolastica, orientamento, inclusione e rapporto scuola-famiglia, con attenzione alle esigenze di studenti, genitori e insegnanti.
Luigina Mortari
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