Scuola in Italia

Rischio burnout tra i lavoratori della scuola: Anief lancia uno studio sul benessere del personale scolastico in collaborazione con università italiane

By Luigina Mortari , on 27 Gennaio 2026 à 23:59 - 2 minutes to read
studio anief sul rischio di burnout tra i lavoratori della scuola: analisi approfondita delle cause e strategie di prevenzione per migliorare il benessere lavorativo.

Fragore di campanella, registri elettronici che lampeggiano, aule affollate: la quotidianità scolastica può logorare anche i più motivati. Ecco perché il sindacato Anief ha avviato uno studio sul burnout insieme a diverse università italiane. Obiettivo? Fotografare, con metodo scientifico, il reale benessere personale scolastico e proporre rimedi prima che l’emergenza divampi.

Dati allarmanti sul rischio burnout fra i lavoratori della scuola

Gli ultimi monitoraggi del Ministero della Salute indicano che oltre il 64 % del personale docente e ATA sperimenta livelli di stress lavorativo superiori alla media nazionale. Negli istituti superiori la percentuale sale al 72 %, complice un ambiente scolastico sempre più complesso. La curva degli esoneri per motivi psicofisici, dal 2020 al 2025, è cresciuta di sette punti percentuali!

Salute mentale a rischio: quando la campanella diventa un campanello d’allarme

Turni spezzati, classi pollaio e carichi burocratici sfibrano la resilienza di chi insegna. Non stupisce che l’OMS abbia inserito la professione educativa tra le occupazioni ad alta esposizione a disturbi dell’umore. Quale effetto domino? Crescono assenze, calano motivazione e risultati degli studenti: un vero corto circuito pedagogico.

La forza della collaborazione accademica: come nasce lo studio Anief

Sotto la regia di Gianmauro Nonnis, il progetto coinvolge atenei da Cagliari a Bologna con questionari anonimi su orari, mansioni e micro-clima delle scuole. Vengono esaminate anche luminosità delle aule, temperatura e perfino provenienza socioculturale degli studenti: variabili spesso sottovalutate ma decisive per la tenuta psicologica degli operatori. Prime anticipazioni indicano una correlazione diretta fra spazi angusti e incremento di somatizzazioni!

Verso un Osservatorio nazionale: il dossier sul tavolo del Senato

Il sindacato propone che le rilevazioni confluiscano in un Osservatorio permanente sul fenomeno, da varare entro la fine del 2026. La richiesta include pensione a 60 anni per chi opera da decenni in cattedra, equiparando la scuola ai settori usuranti. «Se l’80 % del personale è donna – ricorda Marcello Pacifico – anticipare l’uscita di tre anni sarebbe atto di giustizia, non privilegio».

Strategie di prevenzione: dall’aula alla legge

Mentre il Parlamento valuta le misure, alcune scuole pioniere introducono micro-pausa obbligatoria tra le lezioni, stanze relax e sportelli psicologici itineranti. I primi risultati? Riduzione delle certificazioni di malattia del 15 % in sei mesi, secondo i report dell’Istituto di Ergonomia Scolastica. Se tali esperimenti fossero estesi nazionale, l’impatto economico sui permessi retribuiti scenderebbe di 90 milioni l’anno, stima Confindustria Servizi.

Source: www.orizzontescuola.it

Luigina Mortari è pedagogista e professoressa universitaria italiana, nata nel 1956. Su Scuole Cantu 2 il suo profilo editoriale raccoglie contenuti dedicati a pedagogia, vita scolastica, orientamento, inclusione e rapporto scuola-famiglia, con attenzione alle esigenze di studenti, genitori e insegnanti.
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