Ritiro del diploma di maturità: il bollettino non è l’unica cosa da controllare
Il ritiro del diploma di maturità sembra una formalità: si paga il bollettino, si passa in segreteria e si torna a casa con la pergamena. Nella pratica, il pagamento è solo uno dei controlli. Prima di muoversi bisogna sapere se il documento è arrivato, quali modalità accetta la scuola, chi può ritirarlo e che cosa succede se l’istituto ha cambiato nome o ha chiuso da anni.
Il primo passo non è quindi compilare un versamento, ma contattare la segreteria della scuola in cui è stato conseguito il titolo. I diplomi vengono stampati dall’Istituto Poligrafico dello Stato, passano dagli Uffici scolastici regionali e arrivano poi agli istituti: la pubblicazione del voto finale non significa che la pergamena sia già disponibile. Una telefonata o una mail evita un viaggio inutile e permette di chiedere giorni, orari e modalità di consegna.
Prima di pagare, fatti indicare la modalità accettata
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito indica una tassa di diploma di 15,13 euro, dovuta in un’unica soluzione al momento della consegna del titolo. La pagina ministeriale prevede il pagamento tramite bollettino postale, modello F24 oppure avviso emesso dalla scuola attraverso Pago In Rete e pagoPA. Questo è il motivo per cui copiare alla cieca gli estremi trovati in una vecchia circolare è una cattiva idea.
La segreteria può comunicare quale canale utilizzare e quale causale riportare. Conviene chiedere anche se occorre consegnare la ricevuta stampata o se il pagamento risulta già associato allo studente. Se si pensa di avere diritto a un esonero, va verificato prima: non basta presentarsi allo sportello dichiarandolo. Conservare la quietanza è comunque utile, soprattutto quando il diploma viene ritirato molti anni dopo l’esame.
Al ritiro serve un documento di identità valido. È prudente portare anche il codice fiscale e la comunicazione ricevuta dalla scuola, se presente. Non tutte le segreterie usano lo stesso modulo o prenotano gli accessi nello stesso modo; ciò che conta è seguire le istruzioni dell’istituto che conserva materialmente la pergamena, non quelle di una scuola trovata online.
La delega va preparata prima, non davanti allo sportello
Se il diplomato non può presentarsi, spesso il ritiro può essere affidato a un’altra persona. La delega, però, non si riduce a mandare un familiare con un messaggio sul telefono. In genere la scuola chiede un atto firmato dal titolare, la copia del suo documento e il documento originale del delegato. Alcuni istituti pubblicano un modello proprio; altri accettano una dichiarazione con i dati delle due persone e l’indicazione precisa del diploma da ritirare.
È quindi necessario ottenere conferma dalla segreteria prima dell’appuntamento. Bisogna anche controllare i dati anagrafici non appena si riceve il documento: nome, cognome, luogo e data di nascita devono corrispondere. Secondo la scheda ufficiale del MIM sul ritiro e sui problemi del diploma, in caso di errore occorre rivolgersi alla scuola, oppure all’Ambito territoriale se l’istituto non esiste più. La correzione non comporta il rilascio di un nuovo diploma.
Quando il titolo serve con urgenza per un concorso, un’università o un datore di lavoro, vale la pena spiegare subito la necessità. La segreteria può indicare quale certificazione sia disponibile nel frattempo. Non bisogna però confondere una semplice attestazione del conseguimento con un documento sostitutivo avente lo stesso valore della pergamena.
Se sono passati anni, la richiesta non si perde ma cambia percorso
Un diploma mai ritirato non diventa automaticamente irrecuperabile. Si parte sempre dalla scuola in cui è stato conseguito. Se nel frattempo l’istituto è stato accorpato, la segreteria attuale può ricostruire dove si trova l’archivio; se è stato chiuso, il MIM indica di presentare la richiesta all’Ambito territoriale competente, cioè l’ex Ufficio scolastico provinciale. In questi casi è utile fornire anno scolastico, sezione, indirizzo di studi e dati anagrafici usati all’epoca.
Diverso è il caso di un diploma già ritirato e poi smarrito, rubato o distrutto. Il Ministero chiarisce che non viene stampato un secondo originale: dopo la denuncia a Carabinieri o Polizia è possibile ottenere, una sola volta, un certificato sostitutivo con lo stesso valore. I normali certificati che attestano il conseguimento possono invece essere rilasciati più volte, ma non sostituiscono il titolo.
Prima di uscire di casa, dunque, servono cinque conferme: pergamena disponibile, appuntamento o orario corretto, pagamento eseguito nel canale indicato, documento valido e delega completa se ritira un’altra persona. È una verifica di pochi minuti che evita i due errori più comuni: pagare con istruzioni superate e arrivare allo sportello senza ciò che consente davvero la consegna. Per chi deve ancora affrontare l’esame, lo stesso principio vale a monte: le materie della maturità vanno controllate sulle comunicazioni ufficiali, non sulle voci che circolano online.
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