Promozione della salute nelle scuole italiane: solo 3 su 5 partecipano al programma OMS, denuncia Gimbe
Solo il 61,9% degli istituti italiani aderisce oggi ai programmi OMS dedicati alla promozione della salute.
L’ultimo report della Fondazione Gimbe fotografa une realtà: due scuole su cinque restano fuori dal percorso che tutela la salute degli studenti e rafforza l’educazione sanitaria.
Una lacuna che, nel 2025, pesa ancora di più perché benessere, prevenzione e politiche sanitarie condivise sono diventati criteri di qualità imprescindibili!
Solo tre scuole su cinque, un campanello d’allarme nazionale
La survey condotta su 493 istituti in tutte le regioni mostra che l’adesione formale non coincide sempre con l’impegno concreto.
Un sorprendente 25% delle scuole già iscritte al progetto OMS dichiara di non possedere alcun piano operativo.
Il rischio è evidente: senza strategie chiare, la partecipazione diventa una casella spuntata e nulla più.
Gimbe svela luci e ombre della partecipazione
Il leitmotiv emerso nel report è la disomogeneità: prevenzione di bullismo, life skills e educazione alimentare superano il 70% di trattazione, ma salute mentale e malattie infettive faticano a toccare il 20%.
Da un lato l’entusiasmo dei dirigenti – supporto registrato nel 98% dei casi – dall’altro il vuoto formativo che lascia il personale senza bussola.
Quando quasi il 40% delle scuole non prevede un percorso di alfabetizzazione sanitaria, l’obiettivo di un vero benessere scolastico si allontana.
Alfabetizzazione sanitaria: il tallone d’Achille che rallenta la prevenzione
Senza docenti formati, la materia resta astratta; gli studenti assorbono nozioni frammentarie e la comunità fatica a fare rete.
Il progetto “La Salute Tiene Banco”, lanciato da Gimbe, ha già coinvolto decine di istituti pilota con moduli su vaccini, corretti stili di vita e uso consapevole del Servizio Sanitario Nazionale.
L’obiettivo è trasformare ogni aula in un presidio di educazione sanitaria, colmando il divario tra linee guida e pratica quotidiana.
Dirigenti in prima linea, personale ancora indietro
Il 76,9% degli istituti investe in ambienti sicuri, ma la formazione resta la vera scommessa.
Senza corsi strutturati, anche la migliore infrastruttura perde smalto: chi può guidare il cambiamento, se il corpo docente non padroneggia i temi?
Non stupisce che l’OMS consideri la formazione continua il baricentro delle future politiche sanitarie scolastiche.
Ambiente e benessere: quando le scuole italiane brillano davvero
Monitoraggio costante della sicurezza, spazi verdi, mense sostenibili: l’86,2% degli istituti segnala azioni concrete.
Questi dati mostrano che, quando la governance è coinvolta, gli standard si alzano e la promozione della salute diventa realtà tangibile.
È il segnale che investire su strutture e risorse paga, basta sincronizzare tutti gli ingranaggi del sistema.
Famiglie e territorio: ingredienti indispensabili per il successo
Solo il 59% degli istituti coinvolge attivamente genitori e studenti nel programma.
Eppure, esperienze virtuose – dal laboratorio di cucina anti-spreco di Bari ai corner di ascolto psicologico di Trento – dimostrano che la comunità amplifica l’impatto delle azioni scolastiche.
Quando la prevenzione diventa un progetto corale, la scuola smette di essere un’isola e si trasforma in un hub di benessere scolastico per l’intero quartiere!
Source: www.quotidianosanita.it
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