Riccardo di Stefano: «In Italia, la sinergia tra scuola e aziende fa crescere i giovani grazie all’esperienza lavorativa»
Scuola e impresa non sono più mondi paralleli: lo dimostrano i dati record sull’occupazione dei diplomati Its, ormai prossima al 90 %. Anche la politica se n’è accorta e nel 2025 rifinanzia l’apprendistato “duale”. Riccardo di Stefano applaude: «Lavorare mentre si studia è un acceleratore di talento».
Sinergia scuola-aziende: il modello che piace a studenti e industria
Il delegato di Confindustria all’Education sottolinea che «formazione scuola-lavoro» non significa più semplice alternanza, bensì integrazione costante tra teoria e pratica. Oggi gli stage si progettano insieme ai tecnici di Fiat, Pirelli o Brembo, cosicché ogni lezione trovi un riscontro in officina o in laboratorio. Risultato? Gli alunni sviluppano dimestichezza con robot collaborativi, sensori IoT e linee automatizzate già prima dell’esame di maturità!
Dall’apprendistato duale ai percorsi ITS: numeri e storie di successo
Il dispositivo “duale” coinvolge ormai 60 000 ragazzi: entrano in azienda tre giorni alla settimana e rientrano in classe per consolidare nozioni tecniche e soft skill. Gli Its contano oltre 15 000 diplomati l’anno, ma la domanda supera le 117 000 unità; il governo promette nuovi campus e docenti provenienti dal settore produttivo. La testimonianza più eloquente arriva da una ex studentessa di Meccatronica che, a 22 anni, dirige una micro-linea di assemblaggio proprio in Ferrero.
Il ruolo delle grandi imprese: da Fiat a Enel
Enel finanzia laboratori sull’energia rinnovabile dove gli allievi simulano micro-reti intelligenti per borghi alpini; Luxottica apre a ciclo continuo i suoi atelier di design digitale; Tim forma “ethical hackers” per la cyber-sicurezza delle reti 6G. Queste partnership moltiplicano le ore di pratica e, al contempo, diffondono cultura d’impresa fra i docenti, spesso invitati anch’essi a stage estivi. Quando l’insegnante torna in aula con un casco da realtà aumentata testato in produzione, l’attenzione degli studenti sale alle stelle!
Lavorare con l’IA senza farsene travolgere
Secondo di Stefano, la chiave è “conoscere i linguaggi delle tecnologie per governarle”. Gli Its dedicati all’Intelligenza Artificiale insegnano a mettere mano a modelli di manutenzione predittiva che già ottimizzano le linee di Olivetti. I tutor aziendali illustrano l’uso etico dei dati e mostrano come l’IA riduca sprechi energetici: così si interiorizza la sostenibilità, non la si predica soltanto.
Competenze richieste nel 2025: digitale e green
Dal packaging compostabile ideato con Barilla alle bioraffinerie di Eni, ogni comparto reclama profili tecnico-scientifici capaci di coniugare automazione e sostenibilità. Due aziende su tre segnalano difficoltà a reperire giovani che sappiano programmare in Python e, insieme, leggere il bilancio di CO₂ di un impianto. La soluzione? Rafforzare i docenti con periodi di aggiornamento in fabbrica, così da tradurre il lessico dell’impresa in un linguaggio scolastico comprensibile e stimolante.
Giovani e futuro: opportunità concrete oltre il diploma
Chi esce dai percorsi scuola-lavoro non trova soltanto un contratto, ma un ecosistema di crescita continua: corsi interni, micro-credential universitarie, persino dottorati innovativi co-finanziati da Ferrero ed enti di ricerca. Così, l’antica bottega artigiana si trasforma in FabLab del ventunesimo secolo, senza perdere la magia del “saper fare” italiano. E mentre gli studenti costruiscono prototipi per la prossima auto a idrogeno, di Stefano rilancia: «Investire nel capitale umano è l’unica strategia che non passa mai di moda».
Source: www.ilmessaggero.it
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