Scuola italiana a rischio multa UE: il precariato è un problema senza soluzione o una strategia consolidata?
Bruxelles ha appena riaperto il dossier sul Precariato nella Scuola Italiana, minacciando una nuova Multa UE salatissima. Il rebus è semplice quanto imbarazzante: un quarto dei docenti lavora a tempo determinato da anni! Quanto può durare una toppa così fragile prima di strappare del tutto il tessuto dell’Istruzione?
Due cifre balzano subito agli occhi: 182.641 Docenti precari registrati il 24 settembre 2025 e 800 milioni di euro di sanzioni pagate dallo Stato fra il 2012 e il 2021. Mentre a Bruxelles si lucidano le penne per firmare l’ennesimo deferimento, Roma ha “risparmiato” circa 715 euro l’anno per ogni supplente; peccato che l’operazione rischi di rovesciarsi in un boomerang da centinaia di milioni. Chi è il matematico che ha fatto i conti?
Multa UE e ferita aperta della Scuola Italiana
La Politica educativa nazionale continua a ignorare la direttiva 70/99, che impone la stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio. Nel 37 % delle cattedre milanesi ruotano facce diverse ogni settembre, come in una giostra impazzita. Così la Struttura scolastica perde memoria storica e fiducia collettiva.
L’economia del “risparmio” che costa caro
Uno studio UIL del 2022 ha calcolato che basterebbero 180 milioni l’anno per assumere tutti i precari, cioè meno di un terzo di quanto versato in multe nell’ultimo decennio. Siamo davanti a un paradosso pantagruelico: si sceglie di pagare penali pur di non riconoscere gli scatti di anzianità. Pare quasi una Strategia educativa deliberata per tenere il personale in sospeso, pronto a colmare buchi senza reclamare troppo.
Precariato cronico o Strategia educativa?
Dai tempi della “Buona Scuola” al recente contratto 2022-24 con aumenti di 150 euro, ogni governo promette stabilità e consegna proroghe. La Cassazione, sentenza 18968/2022, ha definito illegittima la reiterazione oltre i 36 mesi, ma il Sistema scolastico continua a somministrare contratti usa-e-getta. Forse si confonde flessibilità con precarietà endemica.
Effetti sulla Qualità formazione degli studenti
Quando una classe di quinta scientifico accumula sette professori di matematica in due anni, la Qualità formazione scivola. Gli alunni imparano a memoria i saluti di rito più che le formule, e i genitori assistono attoniti a un rodeo di supplenze. La continuità didattica diventa miraggio, mentre i test Invalsi riflettono una forbice sempre più larga tra regioni e quartieri.
Vie d’uscita per un Sistema scolastico stabile
Un reclutamento straordinario, stile “concorsone lampo”, costerebbe meno della prossima Multa UE e garantirebbe squadre docenti coese. Classi da massimo venti allievi, edifici messi in sicurezza e tutoraggio dei neoassunti possono innescare un circolo virtuoso di fiducia. Stabilizzare significa anche versare contributi certi: un toccasana per le casse INPS e per il futuro degli studenti.
La storia insegna che investire in Istruzione rende una nazione competitiva più di qualsiasi armamento. Se il governo vuole davvero proteggere la Patria, cominci a blindare le sue aule prima di alzare nuovi muri. La partita è aperta; l’arbitro europeo ha già il fischietto in bocca!
Source: www.tecnicadellascuola.it
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