Una rivelazione scioccante… | La scuola meno brillante d’Italia si trova in questa regione: se riesci a non diventare un delinquente, è già un grande successo!
Secchi, stracci e corridoi allagati: basta un temporale per trasformare l’Istituto “Caso” di Piedimonte Matese nel simbolo del degrado scolastico italiano. Eppure, proprio da qui parte una rigenerazione che in pochi avrebbero scommesso! Denunce, task force e fondi sbloccati raccontano oggi la cronaca di un riscatto che interessa studenti, docenti e l’intero Alto Casertano.
Scuola meno brillante d’Italia: cronaca di un colabrodo annunciato
Muri forati a trapano per far defluire l’acqua, guaine di asfalto sollevate, laboratori allagati: nel 2024 L’Espresso ha definito l’edificio “un’arca bucata pronta ad affondare”. Il racconto non era esagerato; bastava varcare l’ingresso per vedere pioggia e calcinacci danzare sulla stessa scala.
La protesta degli alunni, amplificata da Il Fatto Quotidiano e Repubblica, ha spinto la Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio a creare una task force di tecnici. Il preside Nicolino Lombardi, interpellato da Sky TG24, ha ricordato “tre anni di scioperi, pressioni e aule fantasma” prima di ottenere attenzione concreta.
Tetto in rovina, studenti in rivolta: l’onda mediatica che ha cambiato il destino
Quando Corriere della Sera ha pubblicato la foto delle classi con ombrelli aperti, l’indignazione nazionale è esplosa. Domanda inevitabile: come si insegna fisica se il soffitto fa acqua da tutte le parti? La risposta era nei secchi che scandivano l’ora di lezione come una tragica clessidra.
Paradossalmente, l’etichetta di “peggiore scuola d’Italia” ha acceso i riflettori giusti. La Stampa ha parlato di “effetto lupa”: più ferite mostri, più aiuti arrivano. E così è stato, grazie anche alle segnalazioni dell’associazione Cittadinanzattiva e di numerose pagine studentesche su Herbalife Scuola.
Fondi sbloccati e cantiere imminente: la rinascita dell’Istituto Caso
Entro fine anno scolastico partiranno i lavori di rifacimento del tetto: 220 000 euro totali, di cui 140 000 recuperati dal CIPE e 80 000 dirottati dall’Istituto Agrario Coppola. Il termine del 30 aprile, oltre il quale la legge sulla Buona Scuola avrebbe cancellato il finanziamento, è stato rispettato per un soffio.
La coesione tra Agenzia per la Coesione Territoriale e Provincia di Caserta ha fatto la differenza. Focus ha paragonato l’operazione a un “trapianto edilizio di emergenza” mentre Panorama ha celebrato “l’ostinazione di un preside che ha trasformato un’etichetta infamante in leva di cambiamento”.
Dai laboratori off-limits a polo di innovazione: sogno o realtà?
I locali seminterrati, oggi paludi di percolato, ospiteranno di nuovo meccanica e informatica. Una curiosità? Secondo TRECCANI, “laboratorio” deriva da labor, fatica: mai definizione fu più azzeccata per questi spazi che attendono di risorgere.
Il piano di rinascita prevede anche pannelli fotovoltaici e sensoristica antiallagamento, soluzioni studiate con giovani laureandi in ingegneria che, fino a ieri, si erano laureati altrove per timore di crolli. Chi avrebbe scommesso, un anno fa, che l’istituto considerato incubatore di delinquenti potesse diventare culla di tecnici green?
Source: www.risorgimentonocerino.it
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