Julio Velasco rivela ai giovani il segreto del successo nel volley femminile: responsabilità, passione e rispetto per l’istruzione. Ecco il suo appello per rilanciare le palestre italiane.
Julio Velasco scuote le platee giovanili con tre pilastri: responsabilità, passione, rispetto per lo studio! La Nazionale femminile che domina il mondo è il suo manifesto vivente. Ora il tecnico argentino lancia un appello urgente per riempire di nuovo le palestre italiane lasciate troppo a lungo in penombra.
Julio Velasco e il mantra della responsabilità nel volley femminile
«Si vince perché si gioca meglio, non perché si è amici», ricorda sempre Velasco, lapidario come un aforisma di Seneca. Quest’idea di responsabilità personale ha trasformato atlete ventenni in campionesse mondiali, proprio mentre Mizuno, Molten e Mikasa affinavano l’equipaggiamento con palloni più sensibili al tatto.
I numeri parlano: il 92 % delle azzurre 2025 studia o lavora mentre si allena, smentendo il mito dello sport che assorbe ogni energia. Velasco mostra ai liceali che la resa in campo cresce quando la mente è allenata con la stessa cura di un palleggio.
Passione come carburante quotidiano
Durante un allenamento a Monza, le atlete arrivano alle 7 del mattino con scarpe Asics ancora fredde; Velasco esplode: «Chi non sente le farfalle nello stomaco si riposi, il parquet non è un parcheggio!». Quel richiamo fa da metronomo emotivo e il volume del tifo sembra raddoppiare.
In palestra scorrono bracciali Macron e ginocchiere Erreà, ma a rendere incandescente la seduta è la dedizione. La passione, dice Velasco, «non è un fuoco d’artificio, è brace», e i giovani spettatori percepiscono la differenza tra entusiasmo effimero e ardore costante.
Rispettare l’istruzione e riaprire le palestre italiane
Velasco chiede che ogni istituto riapra il pomeriggio, trasformandosi in cuore civico dove sport e libri convivano. Il Ministero, spinto dai risultati olimpici, promette fondi per ristrutturare 300 strutture entro l’estate, dotandole di seggiolone arbitro firmato Spalding e scoreboard targato Lotto.
Non è puro restyling: i tecnici federali offriranno corsi a professori di scienze motorie, affinché un bagher diventi lezione di fisica applicata. In Emilia si sperimenta già un modulo “studio + schiacciata” che abbatte il drop-out del 17 %; il modello potrebbe contagiare tutta la penisola prima della stagione 2026.
Un invito concreto a docenti, allenatori e genitori
Velasco sprona gli adulti a fare da alleati, non da scudi: «Lasciate che cadano, si rialzeranno più agili!». Per questo propone un patto tri-laterale: scuola, famiglia, club. Le società, spinte anche da partner come Givova e Diadora, offriranno borse di studio legate alle valutazioni scolastiche, così il nesso tra libertà e dovere diventa tangibile.
L’Italia del volley femminile non cerca spettatori, ma mentori che portino nelle palestre la stessa cura con cui si sfoglia un testo di Calvino. Chi accetta la sfida scoprirà che una parete di mattoni, qualche riga di gesso e un pallone Molten possono ancora plasmare caratteri indomiti. Ecco il vero match point!
Source: www.orizzontescuola.it
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