Studenti messinesi in piazza: il grido per una scuola centrale e un’università accessibile a tutti
Cori, tamburi e cartelli variopinti hanno acceso questa mattina il centro di Messina. Il corteo studentesco, inserito nello sciopero nazionale, ha reclamato con vigore una Scuola più sicura e un’università davvero Accessibile. La Piazza è diventata aula a cielo aperto, dove i diritti si declamano invece di tacere.
Studenti messinesi in piazza, il bisogno di un’istruzione centrale
Alle 9.30 il serpentone è partito da Piazza Antonello, snodandosi fra corso Cavour, via Tommaso Cannizzaro e via Garibaldi prima di confluire davanti al Municipio. Nessuna teatralità fine a sé stessa: il messaggio è chiaro, la scuola deve tornare Centrale nelle politiche pubbliche. Non c’è più tempo per editti paludati, sostengono i ragazzi, mentre gli edifici fatiscenti parlano da soli.
Università accessibile: borse di studio neglette e affitti fuori rotta
L’Università non sfugge alla diatriba: 4360 idonei esclusi dai contributi Ersu su 5120 domande gridano vendetta. Emanuele Carlo, coordinatore Udu, denuncia stanze singole offerte a 650 euro, cifra ben oltre il mercato e inaccessibile per qualsiasi Studente con reddito medio. A ciò si sommano dipartimenti che si allagano al primo temporale, quasi fosse normale studiare con i libri in ammollo.
Sicurezza edilizia e clima: emergenze che marciano assieme
Secondo la Rete degli Studenti Medi il 95% degli istituti siciliani è privo di certificazioni antisismiche: un dato imbarazzante in un’area ad alta sismicità. Gli slogan sul clima non sono coreografia, ma un promemoria: se un’aula si allaga in inverno, immaginare la gestione di ondate di calore estive appare pura fantascienza. La Protesta intreccia così pericolosità strutturali e urgenza ecologica in un unico, potente refrain.
Educazione alla pace e alla parità: nuove frontiere didattiche
Caterina La Rocca insiste: l’Educazione sessuale, affettiva e al consenso va resa obbligatoria, con esperti in classe e orario curriculare. Richiesta gemella riguarda percorsi su pace e violenza di genere, perché la scuola non può ignorare un mondo in fermento. In fondo, formare cittadini consapevoli è il primo dei Diritti che gli stessi studenti rivendicano con tanta determinazione.
Source: messina.gazzettadelsud.it
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