Supplenze Gps, ancora molte nomine falsate per disponibilità sbagliata, ma si tende a tutelare l’intero bollettino
Errori di puntaggio, rettifiche in serie, graduatorie da riscrivere. Settembre 2025 si apre con l’ennesimo balletto di supplenze: l’algoritmo nazionale assegna cattedre che alcune scuole non hanno mai dichiarato o ignora disponibilità reali. Nel giro di poche ore molti docenti scoprono di essere stati scavalcati, altri ricevono revoche improvvise. Il MIUR predica calma, ma gli USR inseguono segnalazioni che arrivano a valanga. Il risultato? Cattedre ancora scoperte, studenti senza insegnante e un calendario scolastico che rischia di slittare proprio mentre le famiglie attendono certezze.
Nomine GPS 2025: perché l’algoritmo continua a sbagliare
Il sistema informatico pensato per velocizzare le assegnazioni incrocia preferenze, punteggi e disponibilità in pochi minuti. Eppure i dati di partenza non sono sempre aggiornati. Una scuola che dimentica di togliere un posto già coperto, una rinuncia non caricata a sistema, un titolo estero ancora in verifica: basta un dettaglio e la graduatoria si deforma. Il 5 settembre, ad esempio, Bergamo ha dovuto annullare l’intero secondo turno perché su SIDI risultavano quattro cattedre fantasma. L’algoritmo ha quindi premiato candidati con dodici punti in meno rispetto ai colleghi precedenti. Le rettifiche arrivano, ma intanto i supplenti reali restano in attesa e le lezioni partono con docenti diversi ogni settimana.
Errori di disponibilità: le conseguenze per docenti e scuole
Quando una nomina è sbagliata, il contratto viene revocato e il docente perde giorni di lavoro preziosi. Nel frattempo la classe rimane scoperta: serve un supplente temporaneo, spesso individuato d’urgenza dal dirigente scolastico. Ogni passaggio genera burocrazia: segreterie che ricaricano dati, note di servizio che si inseguono, famiglie che chiedono spiegazioni. A Livorno, la classe ADSS di sostegno della secondaria di II grado è stata controllata tre volte in due giorni per un seguito di reclami. L’eco mediatica cresce perché portali specializzati come Orizzonte Scuola rilanciano testimonianze di insegnanti che mostrano graduatorie “sdoppiate” o punteggi errati. La frustrazione rischia di sfociare in contenziosi, con richieste di risarcimento per mancato servizio.
Come reagiscono MIUR, sindacati e USR alle rettifiche
Di fronte al caos, il MIUR ribadisce che il sistema garantisce trasparenza perché ogni operazione è tracciata. Tuttavia delega agli USR la verifica puntuale dei boliettini. Qui entrano in campo i sindacati: Gilda degli Insegnanti, ANIEF, CISL Scuola, UIL Scuola, FLC CGIL e Snals Confsal aprono sportelli straordinari per raccogliere ricorsi. In Piemonte, ad esempio, centocinquanta docenti hanno già firmato diffide collettive. Il confronto è serrato: i sindacalisti chiedono di riaprire il turno di nomina, gli uffici provinciali temono un effetto domino su tutto il calendario. Nel frattempo molte scuole decidono di tutelarsi convocando supplenze brevi di dieci giorni in attesa di bollettini corretti.
Strategie digitali: dal SIDI alle piattaforme di monitoraggio
Per ridurre gli errori si punta su verifiche preventive. Alcuni USR hanno creato dashboard pubbliche aggiornate ogni due ore: le segreterie confrontano in tempo reale i posti liberi con le assegnazioni dell’algoritmo. Quando emerge una discrepanza, il sistema blocca la firma del contratto e avvisa il candidato via e-mail. Toscana e Lombardia testano anche un plug-in che incrocia i punteggi con le certificazioni caricate su SIDI, evitando che un titolo non validato passi inosservato. Le start-up edtech, intanto, propongono app che notificano al docente lo stato della propria posizione in graduatoria, riducendo l’ansia da refresh continuo.
Le prime prove pilota mostrano che il margine di errore scende del 30 %. Se il modello regge, potrà diventare la base di un nuovo protocollo nazionale già a partire dal prossimo anno scolastico.
Tutelare l’intero bollettino: buone pratiche per il 2025
La lezione di queste settimane è chiara: la qualità del bollettino dipende dalla precisione dei dati iniziali. I dirigenti dovrebbero validare ogni disponibilità con un doppio controllo incrociato e i docenti dovrebbero aggiornare le preferenze prima di accedere al ruolo definitivo. Le scuole che hanno seguito questo protocollo, come l’istituto “Galilei” di Monza, hanno chiuso le nomine entro cinque giorni senza ricorsi. Anche la comunicazione fa la differenza: pubblicare avvisi chiari, indicare i tempi di rettifica e usare canali social ufficiali riduce le segnalazioni duplicate. Se la filiera funziona, l’algoritmo diventa davvero un alleato e non un ostacolo. L’obiettivo per il 2025 resta ambizioso ma raggiungibile: tutelare l’intero bollettino e garantire a ogni classe il docente giusto dal primo giorno di scuola.
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