Sessanta candeline, un milione di ricordi, un futuro ancora da scrivere! WWF spegne le sue prime sei decadi in Italia con una scintilla nuova: un progetto speciale pensato per le scuole. Un invito pressante a vivere la natura, non solo a studiarla.
WWF Italia: 60 anni di rivoluzione verde nelle scuole
Nel 1966 Fulco Pratesi barattò i fucili da caccia con binocoli e mappe, gettando il seme dell’odierna rete di oltre cento Oasi. Da allora il panda ha guidato generazioni di studenti in sentieri reali e metaforici, intrecciando educazione, avventura e conservazione. Oggi l’anniversario diventa celebrazione collettiva: 300 mila soci, 81 Aule Natura e un percorso didattico che ha già coinvolto quasi un milione e mezzo di ragazzi.
Dal lago di Burano alle Aule Natura: un viaggio didattico
Tutto iniziò con l’acquisto dei diritti di caccia sul lago di Burano, trasformato in santuario per uccelli migratori. Quel gesto provocò un’onda lunga: Panda Club negli anni ’70, prime uscite nei supermercati per il consumo critico negli ’80, Centri di Educazione Ambientale negli ’90. Ogni tappa ha arricchito lo zaino degli insegnanti con metodologie attive, outdoor learning e citizen science, anticipando la GreenComp europea prima ancora che esistesse.
Il progetto speciale 2026: Kit e gioco per l’educazione ambientale
Per la Giornata Internazionale dell’educazione arriva “Un’avventura sostenibile”. Il pacchetto digitale combina 15 attività modulari con un board-game cooperativo: gli studenti dovranno proteggere un ecosistema prima che le carte “crisi” lo danneggino! Scaricabile su One Planet School, il kit affianca video tutorial, schede STEM e micro-sfide legate agli Obiettivi 2030. Il tutto gratuito, perché la tutela dell’ambiente non deve conoscere barriere.
Competenze GreenComp in classe
Le missioni del gioco lavorano sulle quattro dimensioni del quadro europeo: pensiero sistemico, visione prospettica, responsabilità e azione collaborativa. Esempio concreto? Durante la prova “Bosco in città” gli alunni calcolano l’indice di biodiversità del cortile scolastico, progettano micro-habitat e negoziano con un finto consiglio comunale quanto verde salvare. Un esercizio che fonde role-play, dati reali e problem solving, mentre i docenti trovano rubriche di valutazione pronte all’uso.
Oasi, ospedali e outdoor learning: l’evoluzione continua
Il passo successivo ha già un nome: Oasi in Ospedale. Dal 2022 sei strutture pediatriche ospitano giardini terapeutici firmati panda, 1 500 mq complessivi dove la clorofilla diventa balsamo emotivo. In parallelo, i campi estivi “Rinatura” portano i maturandi a monitorare lupo e martora sugli Appennini: ricerca vera, notti in bivacco, taccuini fradici di rugiada. Perché, come ripete lo staff, “non basta spiegare la natura, bisogna sentirla addosso”.
Un’eredità che chiama all’azione
Sei decenni dimostrano che la conservazione cresce in simbiosi con la didattica. Dai poster in bianco e nero agli ologrammi in realtà aumentata, il filo resta lo stesso: alimentare stupore e senso critico. Tocca ora alle nuove classi tradurre quel lascito in scelte quotidiane, dal panino senza plastica alle lauree in ingegneria forestale. E la domanda finale, lanciata alla campanella, suona provocatoria: quale impronta lasceranno i prossimi sessant’anni?
Source: www.repubblica.it

